L'almanacco del delitto. I racconti polizieschi del «Cerchio Verde»
1996
La memoria n. 361
304 pagine
EAN 9788838912467
10,00 euro

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L'almanacco del delitto. I racconti polizieschi del «Cerchio Verde»

Questa curiosa antologia ripercorre attraverso la rivista mondadoriana «Il cerchio verde», uscita tra il '35 e il '37 i primi passi del giallo italiano.

A cura di Gisella Padovani e Rita Verdirame

«Il giallo italiano - scriveva Savinio - è assurdo per ipotesi. Prima di tutto è una imitazione e porta addosso tutte le pene di questa condizione infelicissima. Oltre a ciò, manca al "giallo'' italiano, et pour cause, il romanticismo criminalesco del giallo anglosassone. Le nostre città tutt'altro che tentacolari e rinettate dal sole non "fanno quadro" al giallo né può "fargli ambiente" la nostra brava borghesia. Dove sono i mostri della criminalità, dove i re del delitto?». Ma la diagnosi di Savinio del lungo sonno del giallo italiano non soddisfa del tutto. Pensava Savinio al giallo della hard boiled school (che ha bisogno di città tentacolari), degli intrecci da «camera chiusa» (che ha castelli brumosi e gentiluomini come ingredienti); ignorava per esempio quanti segreti Simenon carpiva dalla provincia più profonda e quieta, e i delitti trovati da Glauser nei villaggi infrattati tra le montagne svizzere. In realtà, in Italia, non «assurdo per ipotesi», mancavano al giallo altre cose che non gli ingredienti naturali, ambienti e quadri: mancava prima di tutto una completa libertà di parola, una spregiudicata assenza di ipocrisie in scrittori e lettori, il diritto al pessimismo e al nichilismo; libertà, senza cui il giallo, pur lettura divagante, non vive. Tra il ?35 e il ?37 fiorì in Italia la rivista mondadoriana «Il Cerchio Verde». La grafica e il taglio erano modernissimi, richiamandosi ai coevi pulp magazines americani; vi collaboravano cartoonists d'avanguardia; vi operavano veri professionisti (Zavattini, Alberto Tedeschi, l'artefice del Giallo Mondadori, tra gli altri); vi scrivevano autori che avrebbero meritato un futuro diverso nel mondo del poliziesco, Varaldo, Spagnol, Antonelli. Voleva essere la fucina del giallo italiano, ma visse poco, non rispondendo i lettori nel mentre che il Fascismo gli metteva le brache. Così, l'antologia che qui presentiamo di novelle dal «Cerchio Verde», mostra come nasceva il giallo italiano insieme alle ragioni per cui non nacque.

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