Rose, rose
2011
La memoria n. 861
340 pagine
EAN 9788838925788
2ª edizione
Formato e-book: epub
Protezione e-book: acs4
14,00 euro
9,99 euro

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Indagine clandestina per il Soprintendente di Polizia Colin Harpur: la moglie Megan viene uccisa da tre coltellate al torace nel parcheggio di una stazione ferroviaria e proprio mentre stava tornando a casa ad ufficializzare la relazione con un altro uomo. L’ineffabile Desmond Iles segue la pista di una vendetta trasversale, ma i contorni risultano illeggibili; circondati dalla nebbia della «zona grigia» tra legge e crimine.

Traduzione dall'inglese Alfonso Geraci
Titolo originale: Roses, Roses

«Quando fu uccisa da tre coltellate al torace nel parcheggio di una stazione ferroviaria, Megan Harpur stava tornando a casa, a dire al marito che lo lasciava per un altro uomo». Megan, la moglie del Soprintendente di Polizia Colin Harpur, è stata fino a questo punto, tra i personaggi della serie ambientata da Bill James in un’innominata città costiera dell’Inghilterra meridionale, il critico più severo e sprezzante della «zona grigia» tra legge e crimine: quella frequentata da informatori gestiti come minimo disinvoltamente, infiltrati che agiscono come agents provocateurs, poliziotti disposti a farsi corrompere. Figlia di due integerrimi medici londinesi che «avevano conservato il modo di pensare e di comportarsi che veniva loro dall’educazione, quegli usi e costumi che avevano contribuito a tenere più o meno a galla la componente di classe media del Partito Laburista per decenni», Megan ha vissuto con disagio l’ascesa di Colin in quel mondo profondamente ambiguo, fino a decidere di lasciare la famiglia e ufficializzare la relazione con Tambo, un alto funzionario di Scotland Yard. Anche lui un poliziotto, dunque, ma uomo rigoroso, tutto d’un pezzo, con il quale Megan può oltretutto condividere i propri interessi culturali. Poi, improvviso, il delitto: forse una vendetta trasversale, i cui contorni precisi risultano tuttavia sulle prime illeggibili, proprio perché circondati dalle nebbie della «zona grigia». Allo svolgimento dell’indagine condotta dall’ineffabile Desmond Iles, cui Colin non può esimersi dal contribuire clandestinamente (ma violando e capovolgendo tutte le regole e le aspettative della letteratura di vendetta), si alternano, capitolo dopo capitolo, i frammenti della «scatola nera» di Megan, i cui pensieri e la cui vicenda seguiamo e ricostruiamo fino al momento dell’omicidio.Ponendo al centro del romanzo la personalità contraddittoria di Megan, Bill James può raccontare con qualche anno di anticipo (siamo nel 1993) i dilemmi etici che agiteranno una certa borghesia professionale e intellettuale durante tutta l’era del «blairismo»: proprio quei dilemmi che il ministro Mandelson – tra le massime incarnazioni dello spirito del tempo – pensava di esorcizzare con la celebre frase: «Siamo profondamente rilassati riguardo al fatto che la gente diventi schifosamente ricca».

Bill James – definito dalla critica «il miglior prosatore del giallo britannico» – è lo pseudonimo del gallese James Tucker, ex giornalista di cronaca nera, collaboratore della rivista umoristica Punch e autore di testi di critica letteraria. È l'inventore della serie di Harpur e Iles, che coinvolge poliziotti e criminali di tutti i tipi, presi nel loro ambiente umano e familiare. Con questa casa editrice ha pubblicato: Protezione (2008, premiato in Francia quale miglior poliziesco europeo nel 2004), Confessione (2009), Club (2010), Rose, rose (2011), Il detective è morto (2012), Il mattatore (2012) e Tip Top (2013).

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