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Sindrome di Stoccolma
Luisa Sabbadini
Sirmione
Desenzano Del Garda -
17 Ottobre 2013
rimedio:
"La mite" di Fëdor Dostoevskij
Uno dei due brevi racconti contenuti in questo volume "La mite"rappresenta l'enigmaticità di una storia d'amore impossibile, nata fra due esseri umani lontanissimi nei loro estremismi, incapaci di comunicare le loro diversità, vittima e carnefice e per questo accomunati da un tragico destino. Nella coppia questa relazione fà sì che il partner carnefice attinge il sentimento del proprio valore dall'oppressione del partner vittima, unica modalità per non correre il rischio di diventare vittime e sottomettere l'altro. “Allora compresi che era buona e mite. Le persone buone e miti non si oppongono a lungo e, anche se non subito, diventano poi molto comunicative, non sanno evitare una conversazione: rispondono prima a monosillabi, ma rispondono e rispondono sempre più facilmente, solo non bisogna scoraggiarsi se ci si tiene tanto alla conversazione” “Sapete quanto può essere inebriante il pensiero, quando non esiste più il dubbio.”
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Commenti (1)
luciana de georgio
21 Ottobre 2013
Il racconto,contenuto in Memorie del sottosuolo, è stato analizzato dal punto di vista della comunicazione tra i due personaggi da Marina Mizzau nel bellissimo Eco e Narciso. Parole e silenzi nel conflitto uomo-donna (Bollati Boringhieri, 1979. Sec. ed. riveduta, 1988) capitolo 4 "Silenzio a due voci: la Mite". Questo libro è davvero un "rimedio"da conoscere :-) "per molto tempo la donna ha taciuto, ha rinunciato alla propria voce o si è adattata a riflettere la voce dell'uomo e ha così contribuito a cancellare la propria identità. Il suo narcisismo secondario, il suo ripiegarsi in sé stessa, ha colluso con quello dell'uomo, ha concorso a creare lo squilibrio di due individualità coesistenti-separate. Ma non c'è identità se non in relazione, una relazione nell'ambito della quale si rispetti la differenza. Se Narciso potesse dimenticare sé stesso e rivolgere la parola a Eco, Eco potrebbe parlare. Ma anche, se Eco potesse parlare di propria iniziativa, non solo come voce passiva, forse Narciso potrebbe uscire da sé stesso per risponderle. La rinuncia al narcisismo e la rottura del narcisismo dell'altro, per il recupero dell'amore oggettuale, dell'amore di relazione, è inevitabilmente, almeno per la donna, il conflitto. (p. 21) Per prendere questa realtà con la leggerezza indispensabiloe, ci si puo' ispirare a Donne con gli occhi grandi di Angeles Mastretta (Zanzibar-Giunti, 1996),