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Classismo
Chiara Sumiraschi
19 Gennaio 2014
rimedio:
Avallone Silvia, Acciaio
In Italia, più che in altre parti del mondo, quando si conosce una persona si suole fare la domanda rituale "E tu che cosa fai?". Come se il lavoro che si fa o le cose che si fanno definiscano chi è la persona. Che potrebbe benissimo essere molto diversa dal lavoro che si trova a fare, semplicemente perché la vita non gli ha concesso opportunità migliori. Per guarire dal classismo, potrebbe essere molto utile capire "Cosa significa crescere in un complesso di quattro casermoni, da cui piovono pezzi di balcone e di amianto, in un cortile dove i bambini giocano accanto a ragazzi che spacciano e vecchie che puzzano? Che genere di visione del mondo di fai in un posto dove è normale non andare in vacanza, non andare al cinema, non sapere niente del mondo, non sfogliare il giornale, non leggere i libri, e va bene così?"
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