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Fallito, sentirsi un
BARBARA PIERALICE
LIBRERIA NUOVA EUROPA
ROMA - RM
12 Settembre 2013
rimedio:
"Limonov" di Emmanuel Carrere, Adelphi
Non si chiami Limonov vincente. Neanche perdente, però. Un ibrido letterario, piuttosto, se non fosse che lui è tuttora vivo e vegeto intento a perseguire i suoi sogni di gloria. Le ha tentate tutte. S’è creduto scrittore nella Russia sovietica e nella Parigi degli anni ’80, s’è inventato maggiordomo per un milionario di Manhattan, è rientrato in fretta e in furia in patria dopo il crollo dell’Urss per fondare un partito nazionalbolscevico contrario a Putin, ha solidarizzato a tal punto con Arkan e Karadzic da partecipare, volontario, alla guerra contro la Bosnia. Sempre accompagnato da donne bellissime che, anche loro in qualche modo affamate, l’hanno abbandonato. Ossessionato dalla paura di perdersi nella moltitudine, di confondersi tra gli inetti, Limonov agisce mosso da slanci vitali che rasentano l’idiozia e l’eroismo insieme. Lo si legge e ci si sorprennde a solidarizzare, tra la colpa e la vergogna, con quest’uomo che immanncabilmennte manca la realizzazione delle proprie imprese. Carrere è stato uomo astuto, senza dubbio. E allora lo si ama clandestinamente questo Limonov che brucia di vitalità, tenta, fallisce e mai si arrende. E per questo è la perfetta cura per chi fallito si sente ma in fondo non lo è.
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