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Moralismo, eccesso di
barbara bernasconi
Fnac Milano
Milano - MI
14 Novembre 2013
rimedio:
Dolores Claiborne, Stephen King, Sperling & Kupfer
"Non giudicate e non sarete giudicati; Non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato". Così è scritto nel vangelo di Luca e non è necessario essere credenti per sottoscrivere questa frase. Se però appartenete alla categoria dei "moralisti professionisti" di questo monito ve ne dimenticate regolarmente. Ogni giorno, davanti alle notizie di cronaca nera che quotidianamente riportano i media, non lesinate commenti sprezzanti e caustici all'indirizzo dei derelitti che quel giorno sono finiti in prima pagina per aver commesso qualche crimine? Boriosi, vi elevate con le ali della vostra spocchia al di sopra delle comuni miserie umane per condannarle dall'alto, senza mai perdonare niente? Se è così la vostra ristrettezza di vedute è un malanno grave e per la cura non può esserci nulla di meglio di Dolores Claiborne, del maestro dell'orrore Stephen King. Nonostante l'autore, in questo romanzo il soprannaturale è assente; solo crudo realismo. Dolores è una donna semplice e senza grilli per la testa, grande lavoratrice, che nella vita ha commesso un unico errore: sposare Joe. Da giovane ed entusiasta sposina Dolores diviene nel giro di pochi anni una moglie-vittima, costretta a subire le percosse e le ancherie di quel marito inetto, violento e alcolizzato. Ma lei tiene duro perché ha il suo lavoro e crede che questo basterà a permetterle di crescere i figli dando loro un futuro migliore. Speranza vana. Un brutto giorno Dolores si accorge che il pericolo che Joe rappresenta non riguarda più soltanto lei: l'anima di suo marito è più nera del fondo dell'inferno e sta per inghiottire sua figlia, di soli tredici anni. A quel punto Dolores reagisce. Con l'aiuto insperato e insospettabile della sua tirannica datrice di lavoro, organizza e mette in atto la sua rivincita. Quando Joe scompare misteriosamente tutti sospettano di lei, ma Dolores non è più disposta a subire e difenderà la sua ritrovata libertà contro uomini miopi e istituzioni retrograde, che non le possono perdonare il crimine di non aver saputo incarnare lo stereotipo della moglie devota alla casa e alla famiglia fino in fondo, fino alla morte. Istituzioni che continueranno a perseguitarla per molti anni, fino a costringerla a raccontare la verità. L'intero romanzo è narrato in prima persona; è la voce di Dolores quella che ci parla ed è una voce fiera, inasprita dagli abusi e dagli anni. Dolores non si pente e non si scusa e se quando avrete finito di leggere la sua storia non proverete un moto di solidarietà nei suoi confronti ebbene, mi dispiace dirvelo, ma forse per curarvi i libri non sono sufficienti. Non vi resta altro che aderire ad un'associazione di volontariato, per ascoltare con le vostre orecchie e guardare negli occhi le tantissime Dolores che nella vita reale combattono quotidianamente battaglie come questa.
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