Le Indagini di Montalbano

Andrea Camilleri

La pazienza del ragno

Nota di Paolo Giordano

La pazienza del ragno

260 pagine

EAN 9788838932182

«E pinsò che macari a quell’altro ragno, quello del quale aviva intravisto per un attimo il volto, l’idea di fabbricare una gigantesca ragnatela era vinuta sicuramente di notte, una delle tante e tante notti d’angoscia, di tormento, di rabbia. E con pazienza, con tenacia, con determinazione, senza arretrare davanti a nenti, la ragnatela l’aviva alla fine costruita. Un prodigio geometrico, un capolavoro di logica».   A.C.

«Un libro sull’amore dunque, su Livia e Montalbano, almeno sotto traccia. È Livia stessa a indirizzare il commissario verso la comprensione del caso. Le loro “sciarriatine”, le loro litigate per motivi futili, suonano un contrappunto continuo all’indagine e gli forniscono le intuizioni decisive, fino al momento in cui si sofferma a contemplare la tela apparentemente perfetta di un ragno e il puzzle nella sua testa si completa». P.G.

Nel sonno, a malappena avvertì il telefono che squillava e risquillava.
Raprì un occhio, taliò il ralogio. Erano le sei. Aviva durmuto appena un’ora e un quarto. Si susì di prescia, voliva fermare gli squilli prima che arrivassero a Livia, nel fondo del suo sonno. Sollevò la cornetta.
«Dottori, che feci, l’arrisbigliai?».
«Catarè, le sei del matino sono, spaccate».
«Veramenti il mio ralogio assegna le sei e tri minuti».
«Viene a dire che va tanticchia avanti».
«Sicuro è dottori?».
«Sicurissimo».
«Allora lo metto tri minuti narrè. Grazie, dottori».
«Prego».
Catarella riattaccò, Montalbano macari e principiò a tornari in càmmara di letto. A mezza strata si fermò, santianno. Ma che minchia di telefonata era? Catarella lo chiamava alle sett’albe solo per vidiri se il sò ralogio caminava giusto? In quel momento il telefono sonò nuovamente, il commissario fu lesto a isare la cornetta al primo squillo.
«Dottori, domando pirdonanza, ma la quistioni dell’ora che è mi fece scordari di diricci la scascione della tilifonata per cui le feci la suddetta tilifonata».
«Dimmela».
«Pare che hanno siquistrato il motorino a una picciotta».
«Rubato o sequestrato?».
«Siquistrato, dottori».
Montalbano arraggiò. Ma era obbligato ad assufficare le vociate che gli viniva di fare.
«E tu m’arrisbigli alle sei del matino per dirmi che la Finanza o i carrabinera hanno sequestrato un motorino? A mia lo vieni a contare? Io me ne catafotto, col tuo permesso!».
«Dottori, vossia per catafottersene non avi d’abbisogno del mio permesso» fece l’altro, rispettosissimo.
«E oltretutto non sono tornato in servizio, sono ancora in convalescenza!».
«Lo saccio, dottori, ma a fari il sequestro non fu né la Finanza e manco la Beneamata».
«La Benemerita, Catarè. E cu fu?».
«Questo è il busillisse, dottori. Non si sa, non s’acconosce. E propio pi quisto mi dissero di tilefonari a lei di pirsona pirsonalmenti».
«Senti, c’è Fazio?».
«Nonsi, sul loco è».
«E il dottor Augello?».
«Macari lui sul loco è».
«Ma in commissariato chi c’è restato?».
«Provvisoriamenti ci abbado io, dottori. Il signori e dottori Augello mi disse di fari le feci».
Matre santa! Un rischio, un pericolo da far finire al più presto, Catarella era capace di scatenare un conflitto nucleare partendo da un semplice scippo. Possibile che Fazio e Augello si erano scomodati per il banale sequestro di un motorino? E po’: pirchì lo facivano chiamari?
«Senti, fai una cosa, mettiti in contatto con Fazio e digli di telefonarmi subito qui a Marinella».
Riattaccò.

La forma dell'acqua (1994)
Il cane di terracotta (1996)
Il ladro di merendine (1996)
La voce del violino (1997)
La gita a Tindari (2000)
L'odore della notte (2001)
Il giro di boa (2003)
La pazienza del ragno (2004)
La luna di carta (2005)
La vampa d'agosto (2006)
Le ali della sfinge (2006)
La pista di sabbia (2007)
Il campo del vasaio (2008)
L'età del dubbio (2008)
La danza del gabbiano (2009)
La caccia al tesoro (2010)
Il sorriso di Angelica (2010)
Il gioco degli specchi (2011)
Una lama di luce (2012)
Una voce di notte (2012)
Un covo di vipere (2013)