Ada con gli occhi stellanti

Ada con gli occhi stellanti

A cura di Silvia Calamandrei

Le lettere inedite alla futura sposa Ada Cocci, dall'incontro diciannovenne nel 1908, alla partenza per il fronte nel 1915. Colloqui d'amore in cui si riversano ardori e triboli di una formazione letteraria esistenziale e civile.

«Memoria che rimarrà di te (che rimarrà di me) il giorno in cui il cuore avrà cessato di battere? Forse non sarai più allora un discorso coerente e filato, ma solo una frammentaria fosforescenza di immagini isolate e senza senso. Chiudo gli occhi e mi sforzo di immaginarmi come ricorderei questa città dove sono nato, quando fossi certo di non potervi tornare mai più. Su quali incroci di strade conosciute si soffermerebbe lasciata al suo estro le memoria? Di quali volti cari, di quali voci predilette andrebbe alla ricerca tra le case?». L'edizione (nel 1968) di Giorgio Agosti e Alessandro Galante Garrone del corpo principale delle lettere di Piero Calamandrei non comprendeva quelle pubblicate in questo libro. Ne era volutamente lasciato in ombra, per riserbo, il loro oggetto: il formarsi e crescere del legame amoroso tra il giurista scrittore e l'amica, prima, e poi la fidanzata e futura moglie Ada Cocci. Esse coprono l'arco di tempo dal primo incontro a Montepulciano (nella casa e nei giorni delle villeggiature eternati da Calamandrei nello splendido Inventario della casa di campagna) fino alla partenza per il fronte nel 1915. Anni che spesso trascorsero da separati, per gli studi di lui e per la necessità economica di lei, e la sete di indipendenza che la portavano a insegnare lontano. Ma è anche il tempo dei primi racconti di Calamandrei, pubblicati poco dopo nella Burla di Primavera con altre fiabe; e Piero si sente libero di riversare, scrivendo ad Ada, questa sua seconda vena, che sempre coltivò, di scrittore e letterato. Lettera dopo lettera, giocosamente e con sprazzi di malinconia molto letteraria, costruisce per lei un romanzo d'amore, movimentato con la cronaca delle giornate avventurose di uno studente toscano impegnato, reso lirico da macchie di paesaggismo descrittivo e da una visionarietà fiabesca. Il ritratto di una giovinezza anni Dieci. «I veri inventori della giovinezza siamo noi».

Autore

Piero Calamandrei (Firenze 1889-1956) giurista insigne e uomo politico antifascista e dell’Italia repubblicana, fu anche poeta, pittore e scrittore. Fondò il primo foglio clandestino antifascista «Non mollare!» e nel dopoguerra la rivista politico-letteraria «Il Ponte». Tra i fondatori del Partito d’Azione, pronunciò alcuni dei più memorabili interventi parlamentari nel corso del dibattito per la Costituzione. Tra le sue opere letterarie: Colloqui con Franco (1923), Elogio dei giudici scritto da un avvocato (1935), Inventario della casa di campagna (1945), Uomini e città della resistenza (1955). Questa casa editrice ha pubblicato La burla di Primavera con altre fiabe e prose sparse (1987), In difesa dell’onestà e della libertà della scuola (1994) e Ada con gli occhi stellanti (2005).

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