ah! il Mundial!

ah! il Mundial!

Nota di Massimo Raffaeli

Campionato mondiale di calcio del 1982. Soldati ha settantasei anni e si ritrova nella veste inedita di corrispondente sportivo. Un mese indimenticabile. Un diario, dal 6 giugno all’11 luglio 1982, conclusosi nel migliori dei modi: l’Italia campione del mondo.

«Andrò in Ispagna un’altra volta». È il 25 marzo del 1934. Soldati è giovane. Ha ventotto anni. E si trova a Lourdes, per un reportage da pubblicare sulla «Gazzetta Padana». Prima di partire da Torino, si è accordato con «Il Lavoro» di Genova. Varcherà i Pirenei, e manderà a Genova, all’amico Giuseppe Canepa, le sue corrispondenze spagnole. Ma un telegramma lo blocca a Lourdes. Il direttore della «Gazzetta Padana», Nello Quilici, gli riconosce solo la diaria francese. Non gli pagherà gli articoli. Soldati si ritrova a corto di soldi. Non gli basta il «piccolo anticipo» datogli dal giornale genovese. È costretto a rinunciare alla Spagna. Il rimpianto lo perseguiterà negli anni. Soldati tenterà una seconda volta. Insegue un amore adesso, che lo aspetta a Saragozza. Ma c’è Franco, e c’è la guerra civile. Soldati deve rimandare ancora una volta, costernato. L’«invito del destino» arriva infine, quasi mezzo secolo dopo però. Il direttore del «Corriere della Sera», Alberto Cavallari, lo incarica di seguire in Spagna il campionato mondiale di calcio del 1982. Soldati ha settantasei anni. Parte all’avventura, con l’entusiasmo ingegnoso di don Chisciotte, seguito da Antonio De Rosa: «un Sancho che si sfogava a pittare», dirà Gianni Brera. Ha l’eterno sigaro in bocca, Soldati, e un frammento di Eraclito come talismano: «Chi non si aspetta l’inaspettabile non lo raggiungerà mai». Si immerge nella «baraonda cosmopolita». Segue lo «spettacolo» che, contro ogni iattura di malastoria e di malapolitica, mette in scena quella che Mario Vargas Llosa chiama affratellante «allegria per il gioco». È un «irresistibile, esplosivo ritorno alla gioventù», per Soldati. Tra «quadri» che esigono il linguaggio espressivo di un Cosmè Tura, paesaggi con pulviscolo d’oro, e ariosteschi sperdimenti. Il diario si apre al racconto. E come sempre, Soldati «fa» Soldati: «sebbene nessuno, nemmeno Soldati», diceva Montanelli, «sappia che cosa Soldati sia».   Salvatore Silvano Nigro

Autore

Mario Soldati è nato a Torino nel 1906 ed è morto a Tellaro, La Spezia nel 1999. Questa casa editrice ha pubblicato 24 ore in uno studio cinematografico (1985), America primo amore (2003), I racconti del Maresciallo (2004), La verità sul caso Motta (2004), Fuga in Italia (2004), La giacca verde (2005), La finestra (2005), Il padre degli orfani (2006), Cinematografo (2006), Un viaggio a Lourdes (2006), L'amico gesuita (2008), ah! il Mundial! (2008) e Corrispondenti di guerra (2009).

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