È andata così. Conversazioni a ruota libera in via Aurelia

È andata così. Conversazioni a ruota libera in via Aurelia

A cura di Brunella Diddi, Stella Sofri

«Il peggior nemico della memoria non mi pare sia tanto la rimozione, l'oblio, quanto piuttosto il ricordo che tende a semplificare, banalizzare, appiattire ciò che è successo». Il Novecento di un'intellettuale irrequieta.

«Rivivere sprazzi del mio passato, o dei miei molti passati, come ha detto maliziosamente un amico per sottolineare la mia - chiamiamola così - irrequietezza». In questa intervista - da cui le curatrici Brunella Diddi e Stella Sofri hanno eliminato le domande in modo da lasciare al testo che scorresse nella libertà del soliloquio, conservando la vivacità e la varietà della conversazione - una protagonista del giornalismo, della cultura e soprattutto della politica di opposizione ai conformismi racconta il suo Novecento. Ragazza di una famiglia di intellettuali antifascisti, amica d'infanzia di Natalia Ginzburg, interna a tutto l'ambiente coraggioso e raffinato dell'antifascismo torinese (da Ada Gobetti, a Leo Valiani, a Leone Ginzburg e Giaime Pintor, a Pajetta, Venturi e Antonicelli, a Einaudi e Croce quando andava in vacanza a Pollone e così via), fino ai recenti impegni a favore della libertà per Adriano Sofri: una viaggiatrice instancabile nelle passioni liberatorie e libertarie di un secolo, Lisa Foa, con un gusto particolare a girovagare in ciò che più la incuriosiva, e una inclinazione al terzomondismo che l'ha portata in tutti i continenti. Sicché la sua memoria può offrire una galleria formidabile di incontri con gli attori eroici e mitici di tutte le battaglie democratiche del dopoguerra. E nei periodi dove più si accese la passione pubblica, più il ricordo indugia e il racconto fluisce senza ipocrisie, senza rimpianti e senza futili autocritiche anacronistiche: i dieci anni, fino al 1969, di impegno, critico ma convinto, dentro il Partito comunista; la lunga, innamorata, militanza dentro il giornale di Lotta Continua. E sembra che tutto il libro sia attraversato da una precisa ragione: restituire a ciascuno dei periodi controversi del nostro passato prossimo il suo «momento», e il suo vissuto. «Il peggior nemico della memoria non mi pare sia tanto la rimozione, l'oblio, quanto piuttosto il ricordo che tende a semplificare, appiattire, banalizzare ciò che è successo. Le cose sono sempre più ingarbugliate e bizzarre di come si sono trasmesse tutte belle impacchettate».

Autore

Lisa Foa (Torino, 1923) è madre di tre figli, Anna, Renzo e Bettina, nonna di due nipoti e bisnonna di tre pronipoti. Nel 1950 si è trasferita a Roma dove tuttora abita. Ha diviso la sua vita tra impegno politico, attività pubblicistica, di traduzione e di studio. È stata promotrice della Fondazione Alexander Langer in cui è tuttora impegnata.

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