Annalisa e il passaggio a livello

Annalisa e il passaggio a livello

A cura di Cecilia Scerbanenco

Due racconti inediti dal padre del noir italiano scritti nel 1944, anno della fuga in Svizzera. Due teneri ritratti di donne.

Nell’opera di Scerbanenco – il padre indiscusso del noir italiano e il creatore dell’indimenticabile personaggio di Duca Lamberti, il detective amaro della Milano nera – l’esperienza della guerra e della fuga in Svizzera nel 1943, segnano una svolta. Una perdita dell’innocenza: prende possesso dello scrittore la sfiducia in quello che egli denomina «il mondo degli dei e dei miti», vale a dire ogni concezione dimentica della qualità intimamente terrena, «inconsistente» dell’essere umano. Il travaglio è testimoniato da riflessioni di diario di acutissima lucidità (di cui pubblichiamo alcune pagine nella Nota a questo volume, scritta dalla figlia Cecilia) e da un notevole gruppo di romanzi e di racconti. Tra questi ultimi i due finora inediti Annalisa e il  passaggio a livello e Tecla e Rosellina. Sorprendenti per sincerità disperata e coraggio, essi costituiscono una sintesi originale dei temi che la parte inquieta della cultura postbellica andava agitando: il sesso come ultimo riparo, la donna come immagine estrema della vera condizione umana, la corporeità, il fragilissimo, casuale o addirittura inesistente fondamento della vita, il nichilismo. Ma sono anche due teneri ritratti di donne, cioè a dire due spietati ritratti dell’esistenza vista da donna. Annalisa è una giovane vedova che si dedica al sesso con esclusiva metodicità, senza entusiasmo o piacere, alla ricerca di un’autenticità impossibile altrove. Tecla e Rosellina, ciascuna per strade diverse, lasciano solo una traccia di sé all’unico uomo che le meritava. Due racconti che illustrano, volontariamente o meno, le ragioni, si direbbe, filosofiche del genere nero e della sua efficacia spirituale oggi.

Autore

Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev, vissuto in Italia, scrisse un numero immenso di romanzi e racconti di tutti i generi fantastici, tutti con una personale inimitabile cifra narrativa. Questa casa editrice ha pubblicato: Uccidere per amore (2002), La mia ragazza di Magdalena (2004), Rossa (2004), Uomini ragno (2006), Annalisa e il passaggio a livello (2007), Sei giorni di preavviso (2008), La bambola cieca (2008), Nessuno è colpevole (2009), L’antro dei filosofi (2010), Il cane che parla (2011), Lo scandalo dell’osservatorio astronomico (2011) e Nebbia sul Naviglio e altri racconti gialli e neri.

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