Autobiografia di Irene

Autobiografia di Irene

Lingua originale: spagnolo
Traduzione di Angelo Morino
Titolo originale: Autobiografía de Irene

Cinque racconti: Epitaffio romano, La rete, L'impostore, Frammenti del libro invisibile e Autobiografia di Irene riuniti sotto quest'ultimo titolo appaiono nel 1948, a Buenos Aires.

I cinque racconti riuniti sotto il titolo Autobiografia di Irene appaiono nel 1948, a Buenos Aires. All'epoca, Silvina Ocampo ha già firmato insieme all'amico Jorge Luis Borges e al marito Adolfo Bioy Casares una celebre Antologia della letteratura fantastica. Una collaborazione destinata a divenire prestigiosa e ad assumere l'importanza di un manifesto letterario, che annunciava e promuoveva il salutare irrompere dei precisi congegni del fantastico nei mondi narrativi del Novecento. Entro questo programma sono i racconti di Autobiografia di Irene, che a quei congegni obbediscono, ma non vi si adeguano con rispetto incondizionato. Quasi che Silvina Ocampo avesse agito su certo armamentario ottocentesco, correggendone le suggestive menzogne, mettendone impietosamente a nudo le consuete figure cifrate. Come nel caso di L'impostore - il testo più rappresentativo, quasi un breve romanzo - che si struttura nella ripresa del tipico tema del «doppio». Ma qui ogni elemento soprannaturale si scopre estraneo all'intreccio narrativo, che sembra invece voler illustrare i percorsi di una mente colta da doloroso disagio, divenuta incapace di rassegnarsi alla realtà. Così che, lungo le linee di modi e temi suggestivi ma ormai esangui, prende a circolare vivace la nuova sensibilità del Novecento. Angelo Morino

Autore

Nata a Buenos Aires, nel 1906, Silvina Ocampo fu autrice di raccolte di racconti - Viaje olvidado (1937), Autobiografía de Irene (1948), La furia (1959), Las invitadas (1961), Los días de la noche (1970), Y así sucesivamente (1987) e Cornelia frente al espejo (1988) - e di raccolte di poesie, fra cui Enumeración de la patria (1942), Poemas de amor desesperado (1949), Lo amargo por dulce (1962) e Amarillo celeste (1972), oltre che di numerose narrazioni per l’infanzia. Morì a Buenos Aires, nel 1993.

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