Il bambino che rubò il cavallo di Attila

Il bambino che rubò il cavallo di Attila

Traduzione dallo spagnolo di Maria Nicola
Titolo originale: El niño que robò el caballo de Atila

Come in una favola, due fratelli sono smarriti in un bosco. Come in un film di suspense, sono prigionieri e non possono liberarsi. Come in un romanzo, la loro vita è in mano alla fantasia e alle parole che la fanno diventare reale.
«Una prosa ricca, un racconto apparentemente tradizionale che offre diversi livelli di lettura. Un romanzo preciso, solido e inquietante che cela una grande saggezza» (El País).

Due fratelli sono intrappolati in una fossa, un pozzo naturale scavato in un bosco. Non è abbastanza profondo da impedire di guardare all’esterno, ma è troppo ripido e alto perché riescano ad uscire inerpicandosi per le pareti. Uno, detto il Grande, è robusto e protettivo, l’altro, più fragile e agile di mente, è il Piccolo. Di loro non sappiamo altro, se non che hanno con sé un sacchetto con poco cibo che chiamano le provviste della mamma. Inizia così una storia di forte drammaticità, in cui ogni momento, ogni azione è tappa di un’avventura sospesa nel tempo. Il Piccolo, ai primi morsi della fame, vorrebbe mangiare il contenuto del sacchetto, ma il Grande glielo impedisce, le provviste della mamma non si toccano. Da quel momento in poi i due si nutriranno delle povere cose che può offrire una buca nel bosco, berranno l’acqua piovana e quella che filtra dalle pareti, usando le loro camicie per depurarla. Patiranno la sete nelle ore di sole a picco, rimarranno inermi sotto un acquazzone. Il Piccolo si incarica di raccogliere il cibo e il Grande esegue esercizi di ginnastica per mantenere il corpo in forma. Il cibo è rigorosamente suddiviso, l’ottanta per cento va al Grande, quel che resta al Piccolo. Tutta questa strategia fa parte di un piano, l’unica cosa che davvero li tiene in vita: il Piccolo deve diventare ancor più leggero e minuto, il Grande più forte e massiccio. Uno dei due deve uscire dal pozzo, cercare il responsabile della loro terribile condizione, e ritornare a salvare l’altro.
In questa breve, originalissima narrazione, che sembra al tempo stesso un romanzo d’azione, una fiaba popolare, una compatta messa in scena teatrale, ogni gesto diviene metafora della speranza e dell’istinto vitale: disegnare sul fango, inventare spettacoli, aggrapparsi ai ricordi, ridere assieme per vincere lo sconforto, cercare di essere qualcosa di più che animali impegnati a sopravvivere, tutto questo si trasforma nel racconto di due ragazzi che lottano assieme spinti dal desiderio di avere un futuro, da un sogno di ribellione, protagonisti involontari di un conflitto generazionale.

2014

Il contesto n. 50

116 pagine

EAN 9788838931970

Formato e-book: epub

Protezione e-book: acs4

Autore

Iván Repila (Bilbao, 1978) ha lavorato in pubblicità ed è stato correttore di bozze. Una comedia canalla, il suo primo romanzo pubblicato nel 2012 da Libros del Silencio, è stato ben accolto dalla critica e dai lettori. Questa seconda opera è in corso di traduzione in numerosi paesi del mondo.

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