Il cappellino

Il cappellino

Forse è stata la vigliaccheria ad impedire che l’amore tra i due si compisse pienamente, forse l’eccessiva delicatezza; oppure la guerra del Duce ha finito col dividerli più di quanto non avrebbero potuto immaginare. Gli incontri tra Andrea e Lavinia, privi della compatta consequenzialità del senno di poi, conservano comunque l’inequivocabile freschezza della verità.

Esatto ed ironico nell’analizzare maniere e sentimenti - al limite della saccenza - Andrea Notari è un sedicenne apprezzato soprattutto dagli adulti: «avrebbero tutti puntato su di me». Perfettamente a suo agio in una Roma colta e benestante che (siamo nel primo anno della seconda guerra mondiale) mentre fa il tifo per la caduta del fascismo si aggrappa alle vestigia della normalità - rituali mondani compresi - Andrea ha le idee confuse solo riguardo alla coetanea Lavinia. Ne è attratto perché - diversamente dalla più avvenente Giovanna - la indovina disponibile, o perché è la prima ragazza con «in testa un cappello, un vero cappello da signora»? Oltre quarant’anni più tardi Lavinia torna a farsi viva, e Andrea ripercorre mentalmente la loro storia, fedele al modo in cui effettivamente ha avuto luogo: spuria nelle motivazioni, incoerente nello svolgimento. Forse è stata la vigliaccheria ad impedire che l’amore tra i due si compisse pienamente, forse l’eccessiva delicatezza; oppure la guerra del Duce ha finito col dividerli più di quanto non avrebbero potuto immaginare. Gli incontri tra Andrea e Lavinia, privi della compatta consequenzialità del senno di poi, conservano comunque l’inequivocabile freschezza della verità.

Autore

Luigi Filippo d’Amico (Roma, 1924) è pittore e cineasta. Ha preso parte in qualità di sceneggiatore e aiuto-regista alla stagione del neorealismo cinematografico, scrivendo – tra gli altri – film come Roma città libera di Pagliero, Altri tempi di Blasetti e Processo alla città di Zampa. Passato alla regia, è stato tra i protagonisti del momento più felice della «commedia all’italiana», dirigendo spesso Alberto Sordi (ricordiamo l’immortale episodio Guglielmo il dentone all’interno del film del 1966 I complessi). Il film al quale è più legato è però il soave, deamicisiano Amore e ginnastica (1973). Con questa casa editrice ha pubblicato il suo primo romanzo Il cappellino (1997).

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