L'esilio nell'esilio

L'esilio nell'esilio

Lingua originale: tedesco
Traduzione di Ingrid Harbeck
Titolo originale: Memoiren eines Moralisten; Das Exil im Exil

La biografia di una generazione di intellettuali, esiliati dalla Germania nazista e alla ricerca di libertà.

«Se non tu, chi altro? Già, se non tu, chi altro è rimasto in vita che possa riferire come Brecht sputava e Thomas Mann si schiariva la voce? Se non tu, chi altro potrebbe vantarsi d'esser stato presente prima che Ninive sprofondasse e Berlino ancora non fosse un mito, bensì una città? Se non tu, chi altro sarebbe più adatto a narrare ai giovani come erano i loro padri? No, non voglio scrivere memorie, non sono un generale a riposo. Ora, che molte delle persone incontrate non sono più in vita, i loro nomi dimenticati, o divenuti note a piè di pagina in un dizionario dei morti e dispersi del quale è ormai quasi impossibile venire a capo, mi spinge il desiderio opposto: liberarli dal loro passato, restituire loro l'identità. Oggi, ognuno di loro ha, così mi pare, diritto all'appello, a essere riconosciuto nella propria unicità e irrecuperabilità. Citerò dunque dei nomi, quanti più possibile. Essi mi accompagneranno attraverso questo libro. Quelli grandi e quelli piccoli. Gli elefanti da guerra della letteratura e dell'arte quanto la fanteria degli scriventi, che insieme a loro intraprese la marcia verso l'esilio. Molti perirono lungo il cammino. Altri sopravvissero. Io sono tra questi». Questa biografia di una generazione di intellettuali - vissuta in epoche, luoghi e vicissitudini tali da avvicinare alla realtà la presunzione propria degli intellettuali di rappresentare lo spirito del tempo - pubblicata in Germania agli inizi degli anni Novanta ha avuto al suo apparire successi e riconoscimenti. È il quadro vivido e vero, sentimentale e fresco, di quello che è stato forse il più grande esodo di cultura di tutti i tempi: l'esilio degli uomini di scienze d'arte e di spettacolo dalla Germania nazista, verso l'Europa restata libera, prima, verso l'America, dopo, e di nuovo di ritorno in Europa. E dentro quel grande esilio, di un esilio più piccolo, personale, dell'autore, Hans Sahl, scrittore, poeta, drammaturgo, ebreo tedesco, nato col secolo e restato, attraverso tutte le tempeste, caratteristicamente indipendente e solo. Un'autonomia di cui, leggendo il libro, si scovano le matrici spirituali: perché Sahl è un osservatore puro, di un gusto quasi settecentesco nell'aderire alle pieghe, rapide a scomparire, della quotidianità, ma caricato del senso del tragico dell'età in cui visse.

Autore

Hans Sahl (1902-1993), frequentò pressoché tutti i luoghi e le persone della cultura centroeuropea tra le due guerre. Emigrato nel 1933, prima a Praga e Zurigo, poi a Parigi, visse e lavorò in America, come scrittore e traduttore, dal 1941. Fu di nuovo in Germania alla fine della vita.

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