Eva contro Eva

Eva contro Eva

A cura di Chiara Simonetti

Dal film culto di Mankievicz, con Anne Baxter e Bette Davis, la regina del romanzo rosa trasse un libretto per chi al cinema non poteva andare. E un dramma moderno americano si volta, pur nella filologica fedeltà, in una tragedia tra donne, fosca e retrò, tipicamente italiana.

«Eva contro Eva» fu un film entrato rapidamente nella leggenda, riempito di Oscar e pluripremiato, con due prove d'artista superbe delle attrici Anne Baxter e Bette Davis a contendersi la scena intorno alla trama di invidia e lotta tra donne su cui ruota il soggetto. Una giovane ambiziosa e spregiudicata coltiva il disegno di scalzare dall'apice del successo una grande attrice, e vi riesce, con l'ipocrisia l'astuzia il vittimismo e la falsa bontà, in tutto e per tutto, a teatro, in amore e nell'amicizia, quasi in una rapina di identità che lascia l'avversaria svuotata di sé, come una crisalide. Ma contro la nuova Eva, ormai diva affermata, è pronta, con le stesse armi melliflue, un'altra Eva, non appena la sicurezza del successo raggiunto lascia abbassare la guardia, ritrarre le unghie. Dal film, nel 1951, Carola Prosperi, la patriarca dei romanzi rosa all'italiana, trasse un racconto. Questo. I libri tratti da film, a seguirne il successo, a conservarlo perversamente - è il caso di dire - a casa degli spettatori, girano intorno a una autoreferenzialità sul cui assurdo Woody Allen ha ironizzato definitivamente in un suo film. Ma Eva contro Eva di Carola Prosperi, il libro dal film, segue il percorso opposto, non figlio del consumismo, ma al contrario della sua penuria. L'operazione, infatti, faceva parte di un pacchetto di libri da film commissionati a Carola Prosperi da un'editrice cattolica. E i libri più che seguire i film, dovevano sostituirli per le madri di famiglia che al cinema non potevano andare, o che, andandoci, avevano bisogno di un supporto consolatorio o esplicativo in più: che dal film esplicitasse la morale o al film l'aggiungesse ove mancante. Che è quello che fa la Prosperi, trasformando pur nella assoluta fedeltà, una commedia americana in un dramma femminile, a tinte uniformemente fosche, grigie, di stampo deliziosamente positivista, retrò, ottocento.

Autore

Carola Prosperi (Torino, 1883-1981) maestra e giornalista, dall’indefessa attività, scrisse circa trenta romanzi popolari di ogni genere, dalla letteratura per l’infanzia alle biografie, tra i quali spiccano quelli femminili (L’estranea, 1915, Graziella, 1943, e Buona fortuna, Natalia, 1975, forse i più famosi).

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