Il falsario di Caltagirone

Il falsario di Caltagirone

Superpremio Vittorini 2007

La storia di Paolo Ciulla, da pittore ricco di talento a falsificatore di banconote: una vita difficile, sofferta e avventurosa in giro per l'Italia, poi Parigi e Buenos Aires e infine l'amaro ritorno, senza futuro e senza più amici, nella sua Caltagirone.

«Una pioggia di benefiche e anonime banconote da 500 lire entrò tra la primavera del 1920 e l’autunno del 1922 nelle case di molti bisognosi di Catania e della provincia, ma molte di più si posarono su tram carrozze treni e piroscafi, percorrendo il vecchio e nuovo mondo. Nessuno ebbe mai il sospetto che fossero false». Difatti, dissero a cose fatte gli esperti della Banca d’Italia, ogni banconota era un capolavoro d’arte, più bella di quelle uscite dalla zecca. E forse era proprio la bellezza lo scopo dello straordinario personaggio che finì la sua carriera artistica come falsario, la bellezza e il beau geste benefico e rivoltoso, pari a un Robin Hood di un’epoca bancaria, di dare a tanti anonimi poveri facendo insieme un dispetto al mondo ordinato e carogna. C’è un mistero umano dietro Paolo Ciulla, l’«uomo dalle mani d’oro», come infine lo acclamarono le folle al processo che lo condannò: come mai, questo pittore ricco di talento, questo giramondo sempre curioso delle più nuove esperienze artistiche ed esistenziali, finì falsificatore internazionale di banconote? La risposta cercata in questo libro, che intende strappare all’oblio un eroe inattuale a metà tra un personaggio degli Anni perduti di Vitaliano Brancati e un avventuriero settecentesco incalzato dalla malinconia, inseguendolo (in base ai documenti, e colmandone lacune con le risorse del verosimile letterario) in tutte le tappe della sua corsa terrena (i Fasci siciliani, il socialismo, la Montmartre di Picasso e Modigliani, Buenos Aires in una sorta di fuga alla Dino Campana, i generosi amori omosessuali), è quella di un candido oppositore del mondo che vuole rivalsa. Contro i tempi, senza dubbio. Ma anche contro quell’avventuroso nemico di se stesso che fu l’eccellente pittore, il capopopolo, il pioniere della fotografia, il protagonista delle avanguardie, sempre pronto a buttare tutto alle ortiche ogni qual volta il riconoscimento si avvicinava, per un atto d’amore, per un prodigo entusiasmo. Mai compreso, Paolo Ciulla, nato a Caltagirone nel 1867, morto nel 1931 nell’Albergo dei Poveri Invalidi, passando per la rivoluzione, l’arte, il manicomio e la galera.

2007

La memoria n. 708

224 pagine

EAN 9788838921841

Formato e-book: epub

Protezione e-book: acs4

Autore

Maria Attanasio (Caltagirone, 1943) collabora a riviste e giornali. Ha scritto poesie (Interni, 1979; Nero barocco nero, 1985; Eros e mente, 1996; Amnesia del movimento delle nuvole, 2003) e saggi. Con questa casa editrice ha pubblicato Correva l’anno 1698 e nella città avvenne il fatto memorabile (1994), Piccole cronache di un secolo (1997, con Domenico Amoroso) e Di Concetta e le sue donne (1999).

Altri titoli in catalogo

Suggerimenti

Chi ha consultato la pagina di questo libro ha guardato anche:

X

Suggerisci il libro ad un amico

Caro lettore, inserisci i tuoi dati e quelli di una persona alla quale desideri inviare questa segnalazione. Puoi inoltre aggiungere un messaggio per personalizzare la e-mail.

Leggi e accetta l'informativa sulla privacy

X

Inviaci la tua recensione

Caro lettore, se desideri puoi inviarci la tua recensione di questo libro e condividerla con altri lettori.
I contenuti inseriti in questa pagina saranno pubblicati sul sito nei prossimi giorni, previa valutazione dell'editore.

Massimo 1800 caratteri

Leggi e accetta l'informativa sulla privacy

X

Scrivi all’autore

Cari lettori, se volete scrivere ad uno dei nostri autori saremo lieti di inoltrare le vostre lettere.
Tuttavia, vi ricordiamo che non possiamo assicurarvi una risposta.

Leggi e accetta l'informativa sulla privacy