Filologia e identità nazionale. Una tradizione per l'Italia unita (1840-1940)

Filologia e identità nazionale. Una tradizione per l'Italia unita (1840-1940)

Quali sono le tappe attraverso le quali si è giunti a determinare una identità culturale italiana? Certa o presunta che sia, tale identità è stata conseguita anche con gli strumenti della filologia, con lo scopo di definire una tradizione linguistica e letteraria nella quale l’intera popolazione potesse idealmente riconoscersi.

A centocinquanta anni dall’unità politica è significativo che ancora costituiscano temi di discussione anche vivaci le vicende attraverso le quali si è giunti a definire l’identità vera o supposta dell’Italia. Con gli strumenti della storiografia e della filologia sostanzialmente si è cercato di individuare una tradizione linguistica e letteraria nella quale l’intera popolazione, da Nord a Sud, potesse idealmente riconoscersi. Il fatto stesso che tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento si sia realizzata una considerevole produzione di opere e di storie letterarie, affiancate da un intenso dibattito sulla lingua nazionale, dimostra quanto intensa fosse la volontà di dare un senso unitario alla storia culturale del Paese. Nell’appassionata ricerca di questa comune tradizione notevole impegno spesero soprattutto studiosi di linguistica e di filologia per operare una selezione di testi destinata a divenire canonica fino ai nostri giorni. L’idea da cui muoveva il loro non facile e ingrato lavoro consisteva nella convinzione che una volta determinata la tradizione in una misura storiograficamente omogenea, il problema dell’identità nazionale si sarebbe automaticamente risolto. Occorreva quindi assicurare all’Italia un patrimonio intellettuale condiviso e accettato. Attraverso un’accurata lettura di autori e testi, riscoprendo anche figure rimaste finora nell’ombra, questo libro si propone di individuare le dinamiche ideologiche tra storia e letteratura, tra Risorgimento e Fascismo, di un periodo che si apre con Manzoni e si chiude con Croce e Gramsci. In una fase storica in cui si discute anche la forma costituzionale dello Stato, risulta infatti particolarmente necessario chiedersi fino a che punto gli Italiani di oggi realmente condividano una identità culturale comune: proprio oggi che il Paese parrebbe orientarsi verso un futuro multietnico e plurilingue.

2011

Nuovo prisma n. 91

364 pagine

EAN 9788838925719

giovedì 7 luglio

Autore

Francesco Sberlati insegna Letteratura Italiana nell’Università di Bologna. È stato Visiting Professor in varie Università degli USA. Tra le sue opere si segnalano: Il genere e la disputa. La poetica tra Ariosto e Tasso (Roma 2001); L’ambiguo primato. L’Europa e il Rinascimento Italiano (Roma 2004); La ragione barocca. Politica e letteratura nell’Italia del Seicento (Milano 2006); Castissima donzella. Figure di donna tra letteratura e norma sociale (Berlin-Bern-New York 2007). Ha collaborato ai volumi XI e XII della Storia della letteratura italiana (Roma 2002-2003), al Dictionary of Literary Utopias (Paris 2000), alla Histoire transnationale de l’utopie littéraire et de l’utopisme (Paris 2008). Ha curato l’edizione critica degli Inferni di Anton Francesco Doni (Bologna 1998) e il volume L’Adriatico e l’Europa centro-orientale. Relazioni storico-culturali e prospettive di sviluppo (Bologna 2006).

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