Foglia d'acero

Foglia d'acero

In un diario ritrovato la traccia del segreto di un viaggiatore leggendario, fuggito in Estremo Oriente agli inizi del '900.

«Mi muove una curiosità intensa, la ricerca della verità su una persona e la storia di un'altra, da tempo scomparsa, solo da questa conosciuta». Il caso, un incontro occasionale con una cugina lontana, ha messo Luisa Adorno sulle tracce di uno «zio Daniele», che fino a quel momento era stato una leggenda di famiglia, sfocata come una vecchia fotografia. Era partito in bicicletta, appena laureato, da Padova, sul finire del secolo, per l'Inghilterra; era diventato funzionario di quell'immenso impero tardovittoriano, passando anni in estremo Oriente, da dove era ritornato per chiudere la carriera da diplomatico e collezionista di arte orientale. Ma nello sforzo di ravvivare i contorni sbiaditi di quella fotografia, di conoscere eventi e moventi, soprattutto di rispondere alla domanda su un misterioso ed esotico amore di Daniele, la scrittrice si imbatte in un libro, un diario, una memoria, che finisce col costituire il cuore del racconto della sua ricerca, che ne diventa in questo volume la cornice. Chi era Daniele Pecorini nella sua gioventù avventurosa? Una specie - forzando appena le cose - di conradiano Lord Jim: ma conradiano è sicuramente il clima che i suoi ricordi restituiscono. Intrighi interni, caratteri, e avventure esterne della vita dorata della colonia degli europei che l'imperialismo stanzia nei porti dei mari orientali, mentre ribolle la guerra russo-giapponese intorno a una storia d'amore inesorabilmente legata al destino di una vita.

Autore

Luisa Adorno
Luisa Adorno è nata a Pisa e vive a Roma. Ha collaborato a «Il Mondo»  di Pannunzio e a «Paragone». I suoi romanzi L'ultima provincia (1983), Le dorate stanze (1985, Premio Prato-Europa e Premio Pisa), Arco di luminara (1990, Premio Racalmare-Leonardo Sciascia e Premio Viareggio), La libertà ha un cappello a cilindro (1993), Sebben che siamo donne... (1999, Premio Vittorini) e Foglia d'acero con Daniele Pecorini Manzoni (2001) pubblicati da questa casa editrice, sono tradotti in varie lingue. Nella stessa collana i racconti di Come a un ballo in maschera (1995, Premio Donna Martina Franca).

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