Giallo uovo

Giallo uovo

In questo primo romanzo della serie di Primo Casadei, la genesi di quel gruppo di inverosimili investigatori: il vecchio Proverbio che parla solo per modi di dire, la cinese Maria che ha imparato, anziché l’italiano, il romagnolo, le due gemelle, il gigantesco Pavolone, e gli altri che hanno animato le successive avventure, è qui che sono nati e hanno visto segnato il proprio destino e scolpito il loro carattere.

Questo «mistery romagnolo», potrebbe sembrare un cupo romanzo criminale dell’epoca classica. Una gang capeggiata da un Padrone potente e taciturno secondo regola, è il luogo di odi incrociati e segrete ambizioni di ogni risma. Tra i tanti, Amalia, dark lady carnale e crudele nonostante genitori anarchici idealisti, decide di imprimere una svolta al suo rapporto con l’amante, capo operativo della cosca, un essere di nessuna umanità sposato senza sentimenti con l’enorme Minerva, figlia del Padrone. Minerva vigila su tutto e su tutti, immobile nelle sue stanze come un ragno al centro della tela, sicché Amalia, per emarginarla e prendere il suo posto nel cuore dell’amante e nella gerarchia, escogita un complotto. Assolda, tra gli scagnozzi della banda, il più emarginato, Primo Casadei, detto Terzo, uno che sembra capitato lì per caso, ma che si rivela un abile e freddo agente coadiuvato dalla sua squadra di strambi amici. Le cose però si complicano e si intrecciano, si bagnano di molto sangue e sfociano in un incomprensibile mistero risolto dall’abilità deduttiva di Primo.
Ma questo, solo guardando la nuda trama. Nella sua realtà questa storia, al contrario dei romanzi criminali dell’epoca classica, non è accompagnata da nessun cattivo umore. Tutto, com’è tipico dei romanzi di Carlo Flamigni, si stempera in un andamento comico brillante, un divertimento pieno di battute, di situazioni surreali e popolaresche, di personaggi del tutto favolosi ma che le circostanze ambientali rendono veri e vari come la vita.
Per i lettori che già conoscono la saga di Primo Casadei, è qui, in questo primo romanzo della serie, la genesi di quel gruppo di inverosimili investigatori: il vecchio Proverbio che parla solo per modi di dire, la cinese Maria che ha imparato, anziché l’italiano, il romagnolo, le due gemelle, il gigantesco Pavolone, e gli altri che hanno animato le successive avventure, è qui che sono nati e hanno visto segnato il proprio destino e scolpito il loro carattere.
Ed è già presente in questo Giallo uovo, il vero intento comunicativo dell’autore, scienziato e medico insigne, nonché figlio della sua terra: contrastare con l’umorismo e la favola l’opaco pregiudizio che fa della morale una gabbia dolorosa anziché la regola per essere felici insieme; rendere omaggio a una lingua e, dunque a una civiltà regionale, il romagnolo, «ruvida, essenziale, destinata a scomparire».

 

2012

La memoria n. 895

172 pagine

EAN 9788838927539

2ª edizione

Formato e-book: epub

Protezione e-book: acs4

Autore

Carlo Flamigni (Forlì), professore di Ginecologia e Ostetricia nell’Università di Bologna, è membro del Comitato Nazionale per la bioetica e si occupa principalmente di Fisiopatologia della Riproduzione e di Endocrinologia ginecologica. Con questa casa editrice ha pubblicato Un tranquillo paese di Romagna (2008), Circostanze casuali (2010), Senso comune (2011), Giallo uovo (2012) e La compagnia di Ramazzotto (2014). 

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