Giungla d'asfalto

Giungla d'asfalto

Lingua originale: inglese
Titolo originale: The Asphalt Jungle
Traduzione e nota di Francesco Romeo

Il prototipo del noir americano democratico trasformato in un film di culto: un colpo geniale, la morsa della città tentacolare, le illusioni svanite e le speranze tradite di una sfilata di perdenti divenuta mito.

Dopo questo libro, e dopo il film capolavoro che ne ricavò John Houston, l'immagine «giungla d'asfalto» è entrata nel linguaggio di tutti i giorni: il misto di ansia e disperazione prodotto dell'homo homini lupus delle metropoli convulse. E ansia e disperazione dominano questo noir classico. Riescono a filtrare, pur dal modo antisentimentale con cui il racconto intende presentare un caso di vita autentica criminale, pur dalla cupa obiettività che fanno di Giungla d'asfalto il prototipo di diritto dei romanzi criminali a base sociologica, per i quali il delitto è il risultato inevitabile di condizioni di vita miserabili o disgregate. Il racconto è di un colpo grosso, studiato da un cervello criminale. Il famoso ultimo sgobbo che sistemerà per tutta la vita la banda di gangster raccogliticci, malfidi e malfidati. I loro ritratti restano nella memoria: herr Doktor il genio ideatore, gelido come una macchina e con qualcosa di repellente; l'avvocato finanziatore, potente uomo di mondo e malfattore occulto, inseguito dal fantasma della morte. E poi gli esecutori, ognuno con la sua definita umanità: Louis, l'irreprensibile meccanico di giorno, con la sua famigliola italiana per cui è disposto a tutto; Dix, il giocatore, «di quelli capaci di uccidere», che sogna di poter ritornare alla sua terra; Doll, la sua donna, appassita nella disillusione e disperatamente fedele; Gus, il barman gobbo, che ha in Dix il solo amico e il solo affetto. Nella giungla d'asfalto sono attesi dall'inesorabile destino che denuderà quel fondo di brutale innocenza preservatosi nella lotta per la sopravvivenza.

Autore

William Riley Burnett (Springfield, Ohio 1899-Santa Monica 1982) dopo il grande successo di Piccolo Cesare (pubblicato la prima volta nel 1929) iniziò una brillante carriera di scrittore per Hollywood, con storie per lo più ambientate nel mondo della malavita e in atmosfere violente e avventurose, da cui derivarono decine di film di successo. Piccolo Cesare sullo schermo fu interpretato da un indimenticabile Edward G. Robinson per la regia di Mervin Le Roy. Poi Giungla d’asfalto (edito da questa casa editrice nel 2005), di John Houston, dall’altro suo romanzo di culto. E Tutta la città ne parla di John Ford, La grande fuga di John Sturges, fra i tanti.

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