Highsmith. Una storia d'amore degli anni Cinquanta

Highsmith. Una storia d'amore degli anni Cinquanta

Lingua originale: inglese
Traduzione di Rossella Cazzullo
Titolo originale: Highsmith. A Romance of the 195os
Nota di Mattia Carratello

Un ritratto inedito di Patricia Highsmith sullo sfondo dell’America anni Cinquanta. Uno dei grandi spiriti del secolo scorso, amabile e insieme intangibile, abissalmente triste, quasi fosse essa stessa il personaggio di un romanzo esistenzialista.

Misantropa, alcolista, dai molti amori bisessuali di breve durata, incapace di restare a lungo nello stesso posto, dimorante nell’ultima parte della vita in un casolare isolato attorniata dai gatti: alcuni tra i più precisi giudizi critici su Patricia Highsmith tendono a coniugare la valutazione dell’opera narrativa all’alone di stranezza che circonda la personalità. Per esempio Graham Greene scrisse della creatrice di Mr. Ripley, probabilmente pensando alla forza proiettiva della sua scrittura: «Si entra in una storia della Highsmith con una sensazione di pericolo personale». E un giornalista letterario: «è spesso chiamata scrittrice di mystery o di polizieschi, che è più o meno come chiamare Picasso un disegnatore». Perché, leggendola o venendo comunque a contatto del suo mondo, si avverte una singolare identità tra vite narrate e vita vissuta, si indovina una personalità incline a essere sotto il dominio del lato visionario della mente, la parte incantata, rapita dalle perversioni fantastiche. Ma era così, veramente, Patricia Highsmith? Marijane Meaker, scrittrice anch’ella, per due anni, dal 1959 al 1961, fu di Patricia amante e inseparabile compagna e in questo libro racconta quel periodo di amore ed esperienza. E come probabilmente niente più di un innamoramento è capace di offrire il ritratto dinamico di una persona e una città, così da queste pagine emerge il ritratto più prossimo della scrittrice, assieme al caleidoscopio della New York nel pieno fermento di anni artisticamente eccitanti e nuovi («un’America sotterranea – si legge nella prefazione – che è spesso più estrema di quella divulgata per esempio dagli scrittori beat»). E l’autrice dell’Amico americano si avvicina e si allontana contemporaneamente dal suo cliché di mistero. E appare senza dubbio come uno dei grandi spiriti del secolo scorso, amabile e insieme intangibile, e quindi abissalmente triste, quasi fosse essa stessa il personaggio di un romanzo esistenzialista.

Autore

Marijane Meaker ha scritto più di quaranta libri sotto vari pseudonimi, ed è considerata dal «New York Times Book Review» «uno dei grandi maestri di narrativa per ragazzi». Col suo nome ha pubblicato di saggistica e alcuni racconti. Negli anni decisivi del soggiorno newyorkese della Highsmith, poco dopo il successo, grazie anche alla versione cinematografica di Hitchcock, di Sconosciuti in treno, è stata sua compagna e convivente.

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