G. Mastorna opera incompiuta

G. Mastorna opera incompiuta

Nota di David Secchiaroli
Introduzione di Vincenzo Mollica

4 illustrazioni in bianco e nero, 48 tavole in bianco e nero fuori testo

Le fotografie di questo libro furono scattate da Tazio Secchiaroli (Roma, 1925 -1998) negli anni Sessanta durante i provini ai quali Federico Fellini sottopose Marcello Mastroianni, a quel tempo canddato al ruolo di protagonista di uno dei suoi film più famosi, anche se mai realizzato, Il viaggio di G. Mastorna. Rimaste nel cassetto per più di tre decenni, le fotografie sono finalmente venute alla luce in occasione di una mostra che rende un ulteriore, doveroso e tardivo omaggio alla memoria di uno dei più grandi talenti della fotografia italiana.

Guardando le foto di Tazio Secchiaroli, realizzate il giorno in cui Fellini trasformò Mastroianni in Mastorna, sembra quasi di entrare in un sogno dai contorni indefiniti che ci rimanda frammenti di storie e soprattutto le parole con cui il Maestro di Rimini ha coltivato questo film. Apparentemente sono foto nitide, precise, inequivocabili, in realtà sono magiche piene di mistero, pur essendo tra i pochi documenti visivi di questo imprendibile film. È come se Fellini avesse usato l'obiettivo di Secchiaroli per spostare ulteriormente l'orizzonte di questo progetto "che giace inerme e spellato in una zona vulnerabilissima, e riferirne mi sembra di tradirlo o, peggio, di modificarne pericolosamente l'ipotetica, indefinibile forma" (Dall'introduzione di Vincenzo Mollica).

Autore

Tazio Secchiaroli (Roma, 1925 – 1998) è stato un fotografo italiano. È stato tra i principali fotografi italiani del Novecento. Fotografò la vita politica e sociale della capitale, le manifestazioni, la povertà, i pellegrini durante l'Anno Santo, i politici. Realizzò anche numerosi scoop. Diventò celebre oltre i confini professionali nel 1958 immortalando per primo le notti movimentate di Via Veneto, rendendo nota in tutto il mondo quell'atmosfera che Federico Fellini cristallizzò nel suo capolavoro La Dolce Vita.  Inventò un nuovo genere di fotografia, la fotografia d'assalto: per la prima volta i divi furono fotografati contro la loro volontà. Conobbe Fellini che prese dai suoi racconti numerosi spunti per la sceneggiatura del film La Dolce Vita e su di lui creò il personaggio di Paparazzo. Da allora Fellini, apprezzando le sue capacità fotografiche, lo chiamò sui suoi set come fotografo di special. Dal 1960 abbandonò definitivamente la fotografia d'assalto, per dedicarsi a special fotografici dei set cinematografici. 

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