Il mestiere dell'artista. Dal Trecento al Seicento

Il mestiere dell'artista. Dal Trecento al Seicento

Un viaggio nella storia dell’arte italiana che parte da Giotto, quando nasce la nuova dimensione dell’artista umanista che riesce a parlare al cuore delle persone, e prosegue fino al Seicento. Una narrazione agile, vivace, intramezzata da gustosi aneddoti. Si ha la sensazione, alla fine del libro, di aver ben compreso non soltanto il «genio» italiano, ma il concetto stesso di artista, colto nel suo tempo e nella sua storia. 

L’opera d’arte «è una cosa concreta e tuttavia scaturita dal più eletto livello della dimensione del pensiero creativo. Il più deciso nemico della concezione dell’arte quale orpello o ornamento inutile se non nocivo e dispersivo è lo storico dell’arte».
Il titolo che porta questo agile viaggio nell’attività di chi produsse arte, da Giotto a Caravaggio, mette volutamente l’enfasi sulla parola «mestiere». La storia che qui si intende fare è infatti quella dell’evoluzione del lavoro dell’artista, nella fabbricazione del capolavoro che «nasce sempre, dalla preistoria ad oggi, con una finalità specifica, che può essere, di volta in volta, di carattere pratico, simbolico, allegorico, economico, filosofico, decorativo»; in una formidabile galleria di personaggi grandissimi e di moltissimi dimenticati: dove cioè meglio sono rintracciabili contesti e circostanze, abitudini e tecniche, culture e ambienti, condizioni psicologiche, posizioni religiose e politiche.
E l’arco temporale scelto è quello dall’Umanesimo e dal Rinascimento fino alla fine del Seicento, l’epoca in cui, dimostra l’autore, l’unità tra la competenza tecnica e la sostanza espressiva caratterizzava tipicamente e meravigliosamente il mestiere dell’artista.
L’analisi di Claudio Strinati, nel modo colloquiale in cui si svolge, insegue dunque lo spostarsi di un punto di equilibrio o di sintesi. Quello tra l’efficacia pratica e la finalità da un lato; e dall’altro l’idea di verità e di bellezza che un’arte incarna, idea che raccoglie a sua volta la nozione di ordine e di equilibrio posseduta, come necessità vitale, da una data epoca dell’umanità.

Autore

Claudio Strinati, nato a Roma nel 1948, è storico dell’arte e musicologo. Collaboratore di Rai 5 e dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, è direttore scientifico della Fondazione Sorgente Group. Tiene una rubrica di critica musicale dal titolo «Prendete Nota» sul «Venerdì di Repubblica». Ha ideato e curato numerose mostre in Italia e all’estero tra cui particolarmente significativa quella su Sebastiano del Piombo (Roma-Berlino 2008). È esperto d’arte rinascimentale e barocca e fa parte del Comitato scientifico della rivista «artedossier».

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