Metafora e tragedia. Immagini culturali e modelli tragici nel mondo romano

Metafora e tragedia. Immagini culturali e modelli tragici nel mondo romano

Le due metafore, cui la cultura latina affidava essenziali simbologie dello stato e del potere, evidenziano come i Romani vissero e pensarono il dramma centrale della loro storia.

L'itinerario intellettuale che il libro propone attraverso una moltitudine di testi latini è saldamente tenuto insieme da un filo continuo, l'indagine su due metafore, tra loro transitive, cui la cultura romana affidava essenziali simbologie dello stato e del potere. La prima è l'immagine che rappresenta la guerra civile come uno spargimento di sangue familiare e dunque come un crimine consanguineo, cioè un 'parricidio'. La seconda è quella 'organicista' che raffigura la comunità politica come un corpo ben funzionante e, parallelamente, la mancata unità civica come una malattia, una consunzione o, addirittura, uno smembramento. L'esplorazione di questi campi metaforici incontra la tragedia e i miti tragici nella loro 'traduzione' romana, dunque soprattutto la tragedia senecana, come il luogo letterario naturale e il paradigma appropriato per l'espressione dei significati cui quelle immagini si legano. L'intendere la cittadinanza come una sorta di consanguineità, un'interpretazione culturale che da Cicerone a Virgilio, Orazio e Lucano è ugualmente condivisa, portava infatti all'adozione di un modello tragico per raccontare e spiegare la crisi della repubblica. Dai tanti episodi, dalle storie molteplici, dai brani dei molti autori contattati emergono inedite relazioni e si delinea un quadro profondamente unitario: mediante queste rappresentazioni simboliche si può leggere come i Romani vissero e pensarono il dramma centrale della loro storia.

1996

Nuovo prisma n. 4

168 pagine

EAN 9788838912702

Non disponibile

Autore

Gianna Petrone insegna Letteratura latina nell'Università di Palermo. Ha pubblicato libri su Cicerone (La battuta a sorpresa negli oratori latini, Palermo 1971), Plauto (Morale e antimorale nelle commedie di Plauto. Ricerche sullo Stichus, Palermo 1977 e Teatro antico e inganno: finzioni plautine, Palermo 1983), Seneca (La scrittura tragica dell'irrazionale. Note di lettura al teatro di Seneca, Palermo 1984). Oltre ad alcune introduzioni (Cicerone. La vecchiaia. L'amicizia, Milano 1990; Plauto. Le tre dracme, Milano, 1993) ha curato la storia del teatro latino per i tipi della Garzanti (U. Albini - G. Petrone, I Greci - I Romani, Milano, 1992).

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