La mia ragazza di Magdalena

La mia ragazza di Magdalena

A cura di Roberto Pirani

Un noir di Scerbanenco del «ciclo del New Mexico» quando scriveva con pseudonimi. Un gangster pentito cerca di fuggire alla sentenza di morte della sua banda; incontra l'amore disperato di una india meticcia: «neanche la morte ci separerà perché moriremo insieme».

«Macchina per scrivere storie», cioè Giorgio Scerbanenco com'era conosciuto nel suo ambiente formato di scrittori di genere e giornalisti di riviste, assunse un numero enorme di pseudonimi per le sue migliaia di romanzi e racconti, prima di approdare alle storie della Milano Nera, della Milano Calibro Nove, con cui inventava il nero italiano e il mitico investigatore Duca Lamberti. Gli servivano per intercettare quanto più poteva del gusto di massa, che accontentava sfruttando ogni possibile suggestione. Con lo pseudonimo di John Colemoore, e con i quattro romanzi del cosiddetto «ciclo del Nuovo Messico», sceneggiava, per i lettori assetati di sogni e di evasioni (ossia: di narrativa), le immagini del deserto americano con i suoi pistoleri solitari e i desperados, venuti dai western più in voga e certamente dal cow boy più malinconico di tutti, Gregory Peck. Le contaminava con il prototipo anni Quaranta del gangster amaro, vittima della vita e delle circostanze; a lui affiancava il tipo della sgualdrina etica, donna perduta ma dal cuore puro e dalla moralità superiore, amante e amata fino alla rovina totale. È questa la genealogia de La mia ragazza di Magdalena. La storia è scritta con la prosa innovativa e ricercata, fatta di parlato veloce, stacchi meditativi e poesia naturale; e lo sguardo è quello triste e pessimista di Scerbanenco: «Non si risale mai. Non si risorge mai».

Autore

Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev, vissuto in Italia, scrisse un numero immenso di romanzi e racconti di tutti i generi fantastici, tutti con una personale inimitabile cifra narrativa. Questa casa editrice ha pubblicato: Uccidere per amore (2002), La mia ragazza di Magdalena (2004), Rossa (2004), Uomini ragno (2006), Annalisa e il passaggio a livello (2007), Sei giorni di preavviso (2008), La bambola cieca (2008), Nessuno è colpevole (2009), L’antro dei filosofi (2010), Il cane che parla (2011), Lo scandalo dell’osservatorio astronomico (2011) e Nebbia sul Naviglio e altri racconti gialli e neri.

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