La migliore offerta

La migliore offerta

In una imprecisata città del centro Europa Virgil, eccezionale intenditore d’arte, battitore d’aste con una passione per i dipinti femminili e l’ossessione del collezionismo, conduce una esistenza agiata e tranquilla. L’ingranaggio perfetto di una vita monotona viene messo in subbuglio dall’incontro con una ragazza. Da questo momento la vita di Virgil muterà.
Questo racconto che combina una storia d’amore con un’atmosfera da thriller e che ha la tessitura di un giallo classico, costituisce il soggetto del film La migliore offerta. 

Un sessantenne esperto d’arte e battitore d’aste di grande fama, è un cuore gelido, l’unico affetto è quello che prova per gli sguardi scrutanti dei volti femminili della sua segreta e inestimabile raccolta di ritratti. Una giovane donna non esce di casa da anni, nessuno ha più visto il suo volto e vive circondata d’ombre, servita da un anziano portiere. L’incontro tra i due avviene in vista della vendita del patrimonio artistico contenuto nell’antico palazzo ereditato da lei. E tra di loro comincia un gioco torbido e insieme speranzoso che si potrebbe chiamare passione o liberazione.
Introducendo questo suo racconto, da cui viene il film La migliore offerta, il regista Giuseppe Tornatore racconta che nei suoi appunti riposavano da tempo «la figura di una ragazza molto introversa, che viveva reclusa in casa per paura di camminare lungo le strade e mischiarsi in mezzo agli altri» e «un uomo impegnato in un mondo che mi ha sempre attratto, quello dell’arte e dell’antiquariato, un battitore d’aste con la mania dei guanti». Due personaggi isolati che non toccavano la solidità di una storia, fin quando non accadde che, grazie al fluido misterioso della creatività, queste due figure iniziarono a interagire e «una volta innestate l’una nell’altra, la vicenda della ragazza agorafobica e quella del battitore d’aste hanno miracolosamente originato la completezza narrativa che da anni inseguivo e non trovavo».
Da cui l’impulso a scriverne una versione letteraria, prima del film e per rafforzarsene l’immagine: un «soggettone», cioè un vero e proprio racconto. E il regista premio Oscar ci guida al finale sorprendente e feroce col genio del maestro raccontatore di storie, che colora la trama di una tonalità brunastra, quasi visibile, da racconto gotico di taglio classico, inchinandosi con lo sguardo su particolari che caricano di enigma i tempi dell’attesa e la curiosità del dopo.
«Si potrebbe definire, una storia sull’arte intesa come sublimazione dell’amore, ma anche sull’amore inteso come frutto dell’arte». E va aggiunto: una storia sulla falsificazione.

2013

La memoria n. 913

104 pagine

EAN 9788838929847

3ª edizione

Formato e-book: epub

Protezione e-book: acs4

Autore

Nato a Bagheria, Giuseppe Tornatore (1956) esordisce nel cinema con Il camorrista del 1986. Il pieno riconoscimento internazionale giunge con Nuovo Cinema Paradiso, del 1988, di cui è anche soggettista e sceneggiatore, premio Oscar 1990 per il miglior film straniero. Sono seguiti altri film di successo, distribuiti a livello mondiale. Con questa casa editrice ha pubblicato, oltre a La migliore offerta (2012), le sceneggiature di Nuovo Cinema Paradiso (1990) e Baarìa (2009), il soggetto di La migliore offerta (2012) e il romanzo tratto dal film omonimo La corrispondenza (2015).

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