Il nuovo Palazzo di Giustizia di Palermo

Il nuovo Palazzo di Giustizia di Palermo

Fotografie di Pino Dell'Aquila e Sandro Scalia

«Quando penso di avere raggiunto quello che volevo dire scatta in me un secondo piano che è la lettura ad alta voce del testo. Leggendo, prendo un certo ritmo, do un certo colore, tanto che potrei raccontarla quella pagina come se l’avessi inventata in quel momento» (Andrea Camilleri).

Anni 1929-1932. In Sicilia si trova a frequentare la Regia Scuola Mineraria il nipote del Negus Ailé Sellassié. Da questo fatto vero Andrea Camilleri trae spunto per immaginare tutto quello che successe intorno al principe abissino: le lettere, i documenti, gli articoli di cronaca, nel clima di autentica stupidità generale, tra farsa e tragedia, che segnò quell'epoca. E la sua voce ricrea l'atmosfera del racconto orale della tradizione e dota la neolingua di Camilleri della sua, per così dire, interpretazione autentica.

 

Testi di Sebastiano Monaco, Francesco Cellini, Nicola Giuliano Leone, Eva di Stefano.

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