All'ombra di mio padre. Infanzia milanese

All'ombra di mio padre. Infanzia milanese

A cura di Marco Vigevani
Nota di Geno Pampaloni

I pellegrinaggi di un bambino, tenuto per mano da suo padre, che passa velocemente come scorrendo davanti ad una scena teatrale o ad un set cinematografico, e scopre le sorprese, le tentazioni, gli incanti della città.

«La memoria, rivale in questo dei sogni, per arricchire luoghi che ci sono cari» scrive a un certo punto di questo libro Alberto Vigevani. Non bisogna credere che sia questa una giustificazione per essersi troppo abbandonato alla fantasia o alla visione in questi itinerari sul filo dei ricordi. Al contrario la precisione minuziosa, fotografica è la cifra di queste rappresentazioni della Milano com’era, subito dopo la prima guerra mondiale, sorprendentemente ancora contigua alla grassa campagna padana, tutta estroversa nelle strade in cui si ricama la rete dei rapporti commerciali e umani, brulicante dell’attivismo di piccoli mestieri artigianali, trafficata di carri e cavalli, con i cartelloni pubblicitari capaci ancora di suggestionare fantasie infantili e i cinema promettenti nascoste meraviglie e soprattutto irrorata dalle vene dei navigli non ancora sotterrati su cui ricadono e pescano le vegetazioni dai muri di cinta delle case patrizie. Ma c’è una seconda cifra: è la poesia del vissuto personale. Sono pellegrinaggi di un bambino, tenuto per mano da suo padre, che passa velocemente come scorrendo davanti ad una scena teatrale o ad un set cinematografico, e scopre le sorprese, le tentazioni, gli incanti della città. Sui quali il ritratto del padre, splendente rappresentante di una sicura ed elegante borghesia ebraica degli anni Venti del Novecento, si sovrappone quasi in un fotomontaggio, un volto in trasparenza sulla cartolina della città. Facendo di una guida a luoghi perduti, un racconto che contrappone la capacità evocativa di persone e situazioni alla fugacità – secondo lo stile prezioso di questo scrittore di piccole memorie che merita la qualifica di classico – di momenti di cui «siamo in pochi a serbare il ricordo».

Autore

Alberto Vigevani (Milano, 1918-1999) narratore, editore, bibliofilo, scrisse romanzi ispirati a memorie autobiografiche, racconti e raccolte di liriche. Tra le sue opere Estate al lago (Milano, 1958), Le foglie di San Siro (Milano, 1962), Un certo Ramondès (Milano, 1966), L'invenzione (Firenze, 1970), Fata Morgana (Milano, 1978), la raccolta di racconti Fine delle domeniche (Firenze, 1973) e le raccolte di poesie Anche le più lievi (Milano, 1985) e L'esistenza (Milano, 1993). Questa casa editrice ha pubblicato La febbre dei libri (2000), Estate al lago (2001), Lettera al signor Alzheryan (2005), All'ombra di mio padre. Infanzia milanese (2007), Il battello per Kew (2009) e Milano ancora ieri (2012).

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