L'opera dei pupi

L'opera dei pupi

Introduzione di Antonino Buttitta

143 illustrazioni in bianco e nero, 90 tavole a colori fuori testo

L'opera dei pupi costituisce nella storia delle culture popolari un fatto unico. Nata nell'Ottocento, affonda le sue radici in tradizioni remote e diversificate trasformatesi, nel corso dei secoli, in una rappresentazione scenica dove gli elementi delle medievali Chansons de geste e dei poemi rinascimentali si fondono con i modelli culturali propri del pubblico che all'opera assisteva. La trama drammatica, nelle vicende di Orlando e Rinaldo, di Carlo Magno, di Angelica, offre agli spettatori l'occasione di una partecipazione immediata alle storie rappresentate, trasformate in un rito corale ora tragico, ora patetico, ora ironico, che esprime, in una forma complessamente articolata, una vera e propria visione del mondo. 

«L’opera dei pupi, illustrato da un apparato iconografico importante, scritto da Antonio Pasqualino. Di pupi e pupari il volume ripercorre le origini, le scuole, l’ambiente, i segreti artigianali e persino l’ideologia» (Il sole 24 ore).

Il teatro delle marionette, regolato nel Settecento da un preciso codice, diventa nell'Ottocento uno spettacolo popolare; ma se sarà proprio questo codice a precludergli in certe aree la possibilità di adeguarsi alle esigenze del nuovo pubblico, preparandone il definitivo confinamento a livello infantile, in altre aree esso, proprio per la sua rigidità, finirà col favorire la nascita di un teatro delle marionette radicalmente nuovo: l'opera dei pupi. In realtà temi e motivi del teatro settecentesco delle marionette, che per altro, pur avendo in repertorio soggetti guerreschi, ne usava sporadicamente, non rispondevano alle attese dei ceti popolari, non ne esaurivano lo strutturale bisogno di riscattare miticamente la loro subalterità, di proiettare l'esigenza, sia pur consapevole, di un diverso ordine del mondo in eroi superumani che risolvessero in termini mitici le opposizioni sperimentate come inconciliabili nella prassi fra l'amico e il nemico, il giovane e il vecchio, il debole e il forte, il giusto e l'ingiusto. Contraddizioni queste proprie della società fortemente stratificate dove gruppi sociali subalterni quotidianamente sperimentano, in conseguenza della precarietà dei beni, la violenza della lotta per la sopravvivenza, la netta divisione dell'universo sociale in amici e nemici, la permanente possibilità di essere traditi dall'amico più fidato. Il declino dell'opra è iniziato quando ha cominciato a non essere più un rito, quando cioè le contraddizioni di cui essa rappresentava le mitiche soluzioni, hanno trovato altri miti per esprimersi in figure, altri riti per realizzarsi in azioni concrete. Ecco perchè questa opera di Antonio Pasqualino non è solo uno studio completo e certamente unico sull'opra, ma anche l'anatomia di un momento della storia della cultura siciliana ormai immancabile consegnato alla storia (Dalla prefazione di Antonino Buttitta).

1977

I cristalli n. 3

244 pagine

EAN 9788876810091

Non disponibile

Autore

Antonio Pasqualino (1931-1995), medico di fama internazionale, affermato anche nel campo della ricerca scientifica, ha ricoperto tuttavia un ruolo significativo negli studi antropologici e semiotici.
Professore a contratto presso La Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo e condirettore della rivista di antropologia Uomo e cultura, ha fondato l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari e il Museo internazionale delle marionette. Tra i fondatori del Circolo semiologico siciliano e vicepresidente dell'Associazione Italiana di Studi Semiotici. I suoi lavori più significativi sono: Il repertorio epico dell'opera dei pupi (1969); Funzioni e attanti nello studio della narrativa popolare (1970); Per un'analisi morfologica della letteratura cavalleresca: I Reali di Francia (1970); Codici gestuali nel teatro dei pupi (1975). Per questa casa editrice ha pubblicato L'opera dei pupi (1977) e ha curato la traduzione di Un inglese all'opera dei pupi di Henry Festing Jones (1987).

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