Gli otto venti

Gli otto venti

A cura di Cristina Zaremba
Postfazione di Zeffiro Ciuffoletti

Silvia Rosselli, figlia dello storico Nello, racconta la propria vita e quella della sua famiglia: le traversie, i trasferimenti, i molti luoghi vissuti e visitati, i personaggi dell’intimità familiare in mezzo alle tante famose personalità incrociate. E attraverso i suoi occhi seguiamo buona parte della storia del nostro paese.

«Ad un tratto mi sono accorta che non c’era più nessuno a cui fare domande sul passato. Ero rimasta l’ultima. Il flusso della memoria è come quello della vita. Finisce quando finiamo noi». Silvia Rosselli, primogenita di Nello, nacque nel 1928, all’inizio della persecuzione politica che culminerà con l’omicidio del padre e dello zio Carlo, in Francia, nel ’37. Per cui, questo racconto, nato dalla necessità pubblica sentita di testimoniare ricordi privati, copre solo in parte le vicende dei due intellettuali antifascisti. I fratelli Rosselli ne sono lo sfondo indispensabile, fattori e senso di un destino. Ma protagonista di questo destino è la famiglia: le traversie, i trasferimenti, i molti luoghi vissuti e visitati, i personaggi dell’intimità familiare in mezzo alle tante famose personalità incrociate. E dominanti i due ritratti: la nonna Amelia, scrittrice e drammaturga di livello europeo, ma qui rappresentata nella sua indomabile tempra umana; e la madre Maria, miscela straordinaria di fragilità e volontà di resistere e costruire. «È una memoria intensa e lieve, che attraversa tragedie private e pubbliche con grande ammirevole serenità» ha scritto Simonetta Fiori, recensendo per il quotidiano «La Repubblica» questo volume, allora in edizione privata e limitata. Dunque un «lessico familiare», ma che s’innalza, senza cercarlo, per lo scorrere naturale delle vicende, a biografia «morale» di una famiglia della borghesia agiata e illuministica che fu risorgimentale e repubblicana, e che dei suoi valori civili portava il segno prima di tutto nella esistenza ordinaria, nelle giornate domestiche. Parte di un’élite italiana del Novecento che avrebbe potuto diventare classe dirigente e fu sconfitta, prima dal fascismo ma anche dopo, e appare oggi tanto eccentrica rispetto alla storia effettiva del paese, da essere a maggior rischio di oblio (e con tanto maggior danno).

Autore

Silvia Rosselli nasce a Roma nel 1928. Il padre Nello, storico e antifascista, viene assassinato in Francia nel 1937 insieme al fratello Carlo, per ordine del regime. Dal 1937 al 1946 va in esilio con la famiglia in Svizzera, Inghilterra e Stati Uniti. Di ritorno in Italia si sposa e ha tre figli: Emanuela, Flaminia e Giovanni Forti. Allieva di Ernst Bernhard ha esercitato come analista junghiana. Ora a riposo vive a Trastevere nel cuore della sua città.

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