Parlando di donne. Lettere a un quotidiano inglese del '700

Parlando di donne. Lettere a un quotidiano inglese del '700

Lingua originale: inglese
Titolo originale: The Spectator
A cura di Francesca Sgorbati Bosi

Dal quotidiano The Spectator la corrispondenza giornalistica incentrata su temi «femminili»: seduzioni, moda, amicizie, mariti, donne. Un gossip ininterrotto e delizioso di storielle e umori.

Le eroine rappresentate in questa corrispondenza giornalistica, con relative risposte dei redattori, sembrano uscite direttamente dalle pagine della Fiera delle vanità di Thackeray o del Circolo Picwick di Dickens, al punto che si stenta a credere che queste lettere siano ritenute in gran parte autentiche. Lo «Spectator» nel 1711-12 inventò il moderno quotidiano. Joseph Addison e Richard Steele, i fondatori, ne studiarono la formula allo scopo di «educare divertendo», cioè di migliorare i costumi di una classe non aristocratica, ma già ricca e dirigente, un ceto medio non elitario ma influente e pronto a rivendicare il suo status sociale. E all’interno di questo, della componente femminile, lontanissima da ogni forma di parità ma già considerata come degna di migliorarsi attraverso il discorso pedagogico e la divulgazione filosofica e letteraria. La formula fu quella di considerare le lettrici alla stregua non di un passivo destinatario di istruzione, ma di attive corrispondenti con cui intessere, a partire dalla loro esperienza sul modello di una «posta dei lettori», il dialogo edificante. Lettere precedute da commenti, ironici e mai grevi, o a cui commenti seguivano. In un gossip ininterrotto e delizioso di storielle e umori. Ne esce un quadro della società del tempo inestimabile per ricchezza di particolari, movimento, vivezza e irresistibile umorismo. Fanciulle, sposine, matrone e zitelle, donne oneste e venali, congelate nel loro ruolo subalterno, ma contemporaneamente in esso libere in misura inattesa e padrone senza pregiudizi e svenevolezze di giocare tutti i trucchi e tutti i colpi. Una realtà femminile in cui alla donna altro non resta che essere moglie (poi madre e sorella) o mantenuta, ma che per questo ha il diritto di considerare senza ipocrisie la società quale teatro di una lotta più radicale di quella di classe: la lotta tra i sessi.

Autore

Joseph Addison (1672-1719) acquistò ben presto solida fama per i suoi versi, le sue opere teatrali, il diario dei suoi viaggi in Italia. Entrò in politica nel 1706, arrivando a ricoprire incarichi di prestigio fino alla nomina a sottosegretario di stato. Nel 1709 iniziò a collaborare al periodico «The Tatler», con l’amico Richard Steele. Il loro sodalizio letterario dette splendidi frutti nel quotidiano «The Spectator», che i due fondarono nel 1711 ed ebbe immediato e vastissimo successo. Una lite per motivi politici mise fine alla loro decennale amicizia. Morì nel 1719.

Richard Steele (1671-1729) di famiglia inglese, nacque a Dublino. Studiando a Charterhouse conobbe Addison e ne diventò intimo amico. Nel 1709 dette alle stampe «The Tatler» e poco dopo chiamò a collaborarvi l’amico Addison. Il suo successo incoraggiò i due a lanciare il celeberrimo quotidiano «The Spectator». Entrato in politica nel 1722 Steele fondò altri periodici quali «The Guardian», «The Englishman» (prettamente politico), «The Lover», «The Reader», «The Plebeian», «The Theatre», tutti di breve durata. Morì nel 1729.

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