Le pratiche del disgusto

Le pratiche del disgusto

I dettagli di vita quotidiana, l'amicizia e l'affinità tra le persone, le distanze che si percorrono ogni giorno, i cibi, l’ospedale e la malattia, fino alla morte. Nel microcosmo di provincia dell'autore tutti sembrano correre attorno a se stessi per cercare il modo più indolore per sopravvivere. «Uno scrittore giovane ma felicemente senza età» (Sergio Pent - TTL).

Passeggia per le circostanze della sua vita, come si passeggia per le vie di una città, l’Io narrante di Cornia, lasciandosi riflettere sulle mille cose che gli capitano durante l’esistenza esattamente al pari del disoccupato camminatore che fantastica automaticamente su ciò che vede accadere agli angoli delle strade. È uno spettatore puro di se stesso. Il suo modello segreto di osservazione sta tra Monsieur Hulot e Bouvard e Pécuchet: un composto di innato senso del comico e dell’assurdo, di sensibilità accesa verso il carattere fluido dell’esistere e candida voglia di afferrare un senso che non c’è. Eppure dalla sua ossessione ingenua e febbrile di onnicomprensione discende una capacità di penetrazione psicologica che riesce, in realtà in poco e come parlando d’altro, a tratteggiare efficacemente personaggi e situazioni fino a comporre trame umane fittissime pur nella loro occasionalità minimalistica. Nel suo dinamismo Le pratiche del disgusto ha la velocità dell’invettiva. Ma con un centro di gratitudine e rimpianto. Si tratta dell’amicizia, grandissimo mistero: piccoli episodi richiamano all’Io narrante la catena di sue amicizie, così diverse, così ariose o anguste, tutte sospese come oasi o come colline verdi sul deserto del conformismo di vite legate, che per quanto lo si esplori in lungo e in largo appare solo uguale e desolante. E il suo materialismo fantastico si immerge a cavarne un antidoto impossibile. O uno stradario dei non luoghi.

Autore

Ugo Cornia è nato a Modena (1965) dove vive. Con il libro Sulla felicità a oltranza, pubblicato in questa collana nel 1999, ha vinto il Premio Bergamo 2001. Con questa casa editrice ha pubblicato, inoltre, Quasi amore (2001) e Roma (2004).

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