Regimi di storicità

Regimi di storicità

Lingua originale: francese
Traduzione di Leonardo Asaro
Titolo originale: Régimes d'historicité. Présentisme et expériences du temps
Introduzione di Antonino Buttitta

Il rapporto delle società con la propria storia, il loro modo di viverla e rappresentarla, in sostanza il senso del loro essere nel tempo.

Sostenuto da una estesa e apprezzata esperienza di storico dell'antichità ma attento al presente, François Hartog in questa opera discute il rapporto delle società con la propria storia, il loro modo di viverla e rappresentarla, in sostanza il senso del loro essere nel tempo. Centrale nella sua riflessione è il concetto di «regime di storicità», alla cui elaborazione è pervenuto utilizzando suggerimenti di Lévi-Strauss, Sahlins, Koselleck, Lenclud, lungo un percorso che va da Hegel a Heidegger, dunque di almeno due secoli della cultura europea. Per regime di storicità, dice Hartog, si possono intendere in un'accezione ristretta «il modo come una società tratta il proprio passato e ne parla», in senso esteso invece «le modalità di coscienza di sé di una comunità umana». Utile per capire e comparare «tipi di storia diversi», la nozione di regime di storicità, secondo Hartog, è decisiva per capire i modi storici delle società di relazionarsi e esperire la temporalità, dunque «le loro maniere di essere nel tempo». L'assunzione di questo nuovo punto di vista per studiare la storia, necessariamente all'incrocio di storiografia e antropologia, tra i suoi esiti più interessanti comporta lo sconvolgimento di un ordine del tempo, articolato in passato, presente e futuro, quindi la necessità di guardare le vicende storiche con lo sguardo non più rivolto al passato. Compito ineludibile quindi dello storico, pensa Hartog seguendo Lucien Febvre, è quello di «rispondere alle domande che si pone l'uomo d'oggi», non per cancellare il passato ma per «comprendere in cosa appunto differisce dal presente». Un presente ormai diventato «onnipresente»: testimonianza e denuncia del reale regime di storicità di un Occidente che, al di là degli esibiti proclami, rifiuta la memoria e si nega all'utopia di un diverso futuro.

Autore

François Hartog è direttore di studi nella École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Dei suoi numerosi lavori, in Italia sono stati pubblicati Lo specchio di Erodoto (1992) e Memoria di Ulisse. Racconti sulla frontiera nell'antica Grecia (2002).

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