Riti e leggende del mondo egeo

Riti e leggende del mondo egeo

Lingua originale: francese
Traduzione di Maria Piera Nappi
Titolo originale: Le Crime des Lemniennes
A cura di Bernadette Leclercq-neveu

Leggende e testimonianze si incrociano in questa monografia dedicata al mitico massacro dei propri mariti compiuto dalle donne di Lemno.

I crimini lemni, tramandati da Erodoto. Il primo crimine. I Pelagi, cacciati dall'attica e rifugiatisi a Lemno, per vendicarsi degli Ateniesi rapirono tutte le loro donne e le resero loro concubine. I figli nati dalle Ateniesi conservarono la lingua e i costumi delle loro madri e non si mescolarono mai con i figli delle donne pelagiche. Allora i Lemni, temendo che ciò si traducesse in una futura supremazia, li uccisero tutti insieme alle loro madri. Il secondo crimine lemnio. Avendo provocato la collera di Afrodite, la dea aveva inviato alle Lemnie un male oscuro, un «cattivo odore». Al fine di rimpiazzare le loro mogli disgustose, i Lemni, marinai e pirati, riportarono dalla Tracia delle prigioniere. Le Lemnie allora, folli di rabbia, uccisero tutta la popolazione maschile. Solo Ipsipile, figlia del re Toante, riuscì a salvare la vita del padre grazie a uno stratagemma. Gli Argonauti, sbarcati nell'Isola tempo dopo, furono accolti dalle donne nel frattempo guarite. I figli nati, ripartiti i padri, manterranno il loro nome: Argonauti. Sui delitti mitici dei Lemni, in questa monografia del 1924, il giovane Dumézil, il più grande storico delle religioni indoeuropee, indaga in modo originale, anticipando il suo metodo diretto all'individuazione della loro struttura funzionale.

Autore

Georges Dumézil (Parigi 1898-1986) è stato direttore degli studi sulla religione dei popoli indoeuropei all'École des Hautes Études e titolare della cattedra di civiltà indoeuropee nel Collège de France. Ha contribuito alla rinascita della comparatistica religiosa, riconducendo le religioni indoeuropee a una struttura ideologica comune esplicante tre funzioni: sovranità religiosa, forza fisica, fecondità. Tra i suoi scritti: Jupiter Mars Quirinus, La religione romana arcaica, Ventura e sventura del guerriero.

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