Rosencrantz e Guildenstern sono morti

Rosencrantz e Guildenstern sono morti

Traduzione dall'inglese di Lia Cuttitta
Titolo originale: Rosencrantz and Guildenstern are dead

La tragedia di Amleto rivisitata dal punto di vista di due personaggi minori nel testo shakespeariano. Rosencrantz e Guildenstern, coppia tragicomica e inconsapevole, vengono convocati alla corte del re di Danimarca per vigilare sulla trasformazione di Amleto.
L’opera è diventata un film, nel 1990, diretto dallo stesso Tom Stoppard, Leone d’Oro a Venezia.

 

«Rosencrantz e Guildenstern sono morti è innanzitutto una commedia. Intendevo creare un testo comico e se il risultato non fosse stato divertente riterrei di aver fallito» (Tom Stoppard). Rosencrantz e Guildenstern sono due personaggi minori dell’Amleto di Shakespeare. Una fugace apparizione, qualche battuta e via; ma alla fine del dramma l’altisonante annuncio: «Rosencrantz e Guildenstern sono morti». Da qui il titolo di questa tragicommedia, celebrato capolavoro del teatro dell’assurdo. Esso mostra cosa accade dietro la scena ai personaggi. Così i due rappresentano la totale insensatezza, la casualità del tutto, il vuoto: stanno lì, non fanno e non sanno niente, certe volte confondono perfino i propri nomi, si sfidano a testa o croce e si scambiano vaneggiamenti, doppi sensi, insinuazioni, giochi di parole. Come se fossero alla mercé di un impenetrabile mistero. Quelli che li incontrano sembrano sempre prenderli sottilmente in giro a sottolineare la loro inutilità; e se hanno una notizia, un’informazione, non li mettono a parte. Ma più che angoscia suscitano, come vuole l’autore, comicità, divertimento. E questo torna a confermare l’assunto filosofico pessimistico.
L’opera è diventata un film, nel 1990, diretto dallo stesso Tom Stoppard, Leone d’Oro a Venezia.

2019

La memoria n. 1144

160 pagine

EAN 9788838939723

Formato e-book: epub

Protezione e-book: acs4

Autore

Nato in Cecoslovacchia ma inglese d’adozione, Tom Stoppard (1937) oltre che per il teatro ha scritto per il cinema e la TV. Nel 1998 ha ricevuto il Premio Oscar per la sceneggiatura di Shakespeare in Love. Con questa casa editrice ha pubblicato Rosencrantz e Guildenstern sono morti (1998, 2019), L’invenzione dell’amore (1999) e La sponda dell’utopia (2012).

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