Scaramucce sul lago Ladoga

Scaramucce sul lago Ladoga

Prefazione di Tullia Zevi

«I fantasmi dei miei zii e dei miei cugini, dei miei compagni di scuola e di giochi, della piccola Sara G., tutti uccisi dai fascisti e dai nazisti, hanno popolato la mia adolescenza e giovinezza e condizionato tutta la mia vita».

«Ogni anno diminuisce il numero di quelli che hanno vissuto nel periodo fascista. I reduci dai lager nazisti sono ormai poche decine. Noi, che non abbiamo fortunatamente conosciuto i campi di sterminio, ma che ricordiamo bene i nostri cari che lì hanno concluso la loro esistenza, abbiamo ormai una età avanzata. I fantasmi dei miei zii e dei miei cugini, dei miei compagni di scuola e di giochi, di tanti amici di famiglia, della piccola Sara G., tutti uccisi dai fascisti e dai nazisti, hanno popolato la mia adolescenza e la mia giovinezza, e condizionato tutta la mia vita. Questa storia è quindi la mia ultima testimonianza scritta. Non ho alcuna pretesa di aver fatto della storia, non ho alcuna preparazione in questo senso, né ho dedicato del tempo alla ricerca di documentazione. Mi sono avvalso solo della mia memoria: sappiamo tutti quanto questa sia fallace». Libri come questo di Roberto Bassi - da cui Tullia Zevi, nella Prefazione, nota la «similarità, pur nella diversità» delle scelte e delle reazioni di tutti i «salvati» del genocidio - è la prova della necessità di ogni memoria della distruzione degli ebrei di Europa. Questa che corre dalla nascita dell'autore, nel 1931, in una famiglia di professionisti ebrei, fino alla liberazione di Roma nel giugno 1944, aggiunge un tassello prezioso, perché ripropone la singolarità di una storia, l'irripetibilità di un corso di eventi individuali, e contribuisce a rilevare un caso, una vita dall'anonimato della statistica. Esattamente come il regista Spielberg, nel film Schindler's list, colorava, per darne rilievo umanamente eterno, quel tragico corpicino di bambina che solo per qualche secondo passava davanti alla macchina da presa.

Autore

Roberto Bassi (Venezia, 1931), medico, dermatologo, docente di psico-somatica, ha fondato e diretto per anni il CDEC (Centro di documentazione ebraica contemporanea) ed è stato presidente della Comunità ebraica di Venezia e vicepresidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. Ha scritto numerose pubblicazioni, tra cui La ragazza che odiava gli specchi (Torino, 1996).

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