Sognando una scuola normale

Sognando una scuola normale

Una attenta riflessione sullo stato della scuola oggi e sulle conseguenze che la Riforma del Ministro Gelmini provocherà nel sistema scolastico italiano.

Questa opera si sostantiva in una critica radicale della Riforma, in realtà controriforma secondo l’Autore, della Scuola del Ministro Mariastella Gelmini. La vivace forza polemica delle argomentazioni potrebbe fare pensare a un esplicito intento politicamente suggerito dall’attualità. In realtà, il discorso di Frabboni si richiama, anche se non in modo esplicito, a una tradizione culturale italiana e non solo, definita dall’obiettivo, da sempre perseguito, di una didattica laica in senso integrale, dunque libera da condizionamenti di qualsiasi natura. Il Programma Ministeriale di fatto, secondo Frabboni, vilipende l’istruzione perché la imprigiona in steccati scuolacentrici, famigliacentrici, disciplinacentrici, contraddicendo la modernità delle conoscenze e il pluralismo delle culture e dei valori propri di una scuola democratica. Il sapere trasmesso dalla scuola voluta dalla Gelmini è sostanzialmente destinato a consumarsi nell’orizzonte della istituzione scolastica. È inidoneo a una «manutenzione» adulta. È fatto da un insieme di conoscenze «usa e getta» che minacciano lo spettro di un analfabetismo di ritorno. In sostanza, la Riforma, imposta dalla Gelmini senza consultare gli interessati, disegna una scuola autoritaria, selettiva, ripetitiva. Non è finalizzata a educare alla libertà, alla tolleranza, alla solidarietà, alla pace. Fatto reso ancora più grave dalla cultura massmediologica che esclude i giovani da una partecipazione reale. Essi pertanto rinunciano ai valori della disponibilità-solidarietà-responsabilità, con la conseguenza ultima del ripiegamento intimistico, del disimpegno, dell’evasione e della solitudine. Essere giovani vuol dire oggi, secondo Frabboni, «avvertire sulla propria pelle il brivido di una società vuota di futuro». È una conclusione inquietante. Meditare sulle pagine di questo libro può tuttavia suggerire le ragioni per «vincere il drago».

Autore

Franco Frabboni è ordinario di Padagogia all’Università di Bologna. Dirige autorevoli collane e riviste di Scienze dell’educazione. Presiede la Società italiana di scrittura (Graphein). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Una scuola possibile, Bari, 2008; La scuola dell’infanzia (in coll. con F. Pinto Minerva), Bari, 2008; Fare bene scuola, Roma, 2008; La pedagogia tra sfide e utopie (a cura di, in coll. con G. Wallnofer), Milano, 2009; Il computer sul banco: risorsa o insidia? (in coll. con M. Baldacci, F. Pinto Minerva, V. F. Plantamura), Milano, 2009. In questa collana ha pubblicato Didattica e apprendimento, 2006.

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