Storia amorosa delle Gallie

Storia amorosa delle Gallie

Lingua originale: francese
Traduzione di Roberto Tinti
Titolo originale: Histoire amoureuse des Gaules
Postfazione di Daria Galateria

«Né spia, né adulatore, né servo» quindi inadatto al secolo di Luigi XIV, il conte Bussy Rabutin pagò per questo libro un prezzo tanto alto da lasciare interdetti. La Bastiglia, prima, e poi il perpetuo esilio.

«Né spia, né adulatore, né servo»: quindi inadatto al secolo di Luigi XIV che umiliava l'orgoglio della vecchia nobiltà, e intendeva piegarne le libertà feudali, il conte Bussy-Rabutin pagò per questo libro un prezzo tanto alto da lasciare interdetti. La Bastiglia, prima, e poi il perpetuo esilio. Ma la Storia amorosa delle Gallie non raccoglie altro che pettegolezzi audaci erotici e galanti, (a sfiorare quasi nella materia del racconto il cattivo gusto, ma con una eleganza di stile e di spirito che nel contrasto incanta); Rabutin li raccontava a una bella convalescente di cui voleva conquistare le grazie, e trascritti clandestinamente e poi riscritti dall'autore per ristabilire la verità, giunsero a Luigi XIV. Forse mostrando un libertinaggio troppo aperto, forse sfiorando il re con le sue storie, metteva in campo una nobiltà del tutto indipendente nei piaceri, poco adatta a illustrare la gloria e la grandeur, e quindi inutile e dannosa al sovrano. Dell'opera e dell'autore Voltaire, che ammirava il re Sole, diede un giudizio poco lusinghiero: «le sue opere non erano abbastanza buone da compensare il male che gli fecero». Ma ne offre anche una chiave di lettura; unendo la bontà dell'opera con il male che fece all'autore, si ha il quadro di un'epoca tragica e una classe, lieta fiera e selvaggia, affascinante, che cede a un bigotto assolutismo perché, malinconicamente, del tutto inutile alla storia.

Autore

Roger de Rabutin conte di Bussy (1618-1693) scrisse la Storia amorosa delle Gallie nel 1665. Allontanato da Parigi per volere di Luigi XIV, visse nelle sue terre in Borgogna fino alla morte. È autore di celebri Mémoires (1691), e di un ricco carteggio.

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