Tre casi per l'investigatore Jelling

Tre casi per l'investigatore Jelling

Postfazione di Roberto Pirani

Arthur Jelling, archivista alla Direzione della Polizia di Boston. Un uomo ordinato, metodico, timido; un comune impiegato, un antieroe, ma anche un imbattibile risolutore di enigmi con un talento da psicologo.

Prima dei romanzi della «Milano nera», Giorgio Scerbanenco creò una serie di polizieschi investigativi di stampo più classico incentrata sulla figura di un detective tutt’altro che classico, sul quale il padre nobile del giallo all’italiana poggiava la sua voglia di sperimentare. Arthur Jelling, archivista della polizia di Boston, come carattere saliente presenta un’estrema timidezza e si considera un comune impiegato, anzi: «Il più oscuro degli impiegati». Ma la memoria di una miriade di casi, filtrata dal talento di psicologo, ne fanno un imbattibile risolutore di enigmi, dal tratto garbato e schivo che disarma il colpevole.

Sei giorni di preavviso
Un attore, famoso e narcisista, si barrica in casa perché riceve avvisi, sempre più minacciosi. La scoperta del mittente dei messaggi di morte è affidata all’archivista della polizia. L’impresa di Jelling si complica: un omicidio che non si sa bene se compiuto effettivamente; e un’inchiesta su premesse ipotetiche, mirante a smontare la sua stessa tesi investigativa.

La bambola cieca
Il milionario Déravans, accecato da un incidente, può essere guarito solo dall’ardita chirurgia del professor Linden. Questi riceve una minaccia di morte prontamente eseguita, minaccia trasmessa per mezzo di una bambola cieca. Il timido archivista capisce che l’unica via da seguire è capire cosa Déravans non avrebbe dovuto vedere se restituito alla luce.

Nessuno è colpevole
Un caso senza problemi, senza «giallo»: un uomo è ucciso durante una partita di caccia e il suo compagno è reo confesso. La soluzione acquieta tutti. Solo l’archivista dal rossore facile non è pago e architetta una astrusa dimostrazione per assurdo.

Autore

Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev, vissuto in Italia, scrisse un numero immenso di romanzi e racconti di tutti i generi fantastici, tutti con una personale inimitabile cifra narrativa. Questa casa editrice ha pubblicato: Uccidere per amore (2002), La mia ragazza di Magdalena (2004), Rossa (2004), Uomini ragno (2006), Annalisa e il passaggio a livello (2007), Sei giorni di preavviso (2008), La bambola cieca (2008), Nessuno è colpevole (2009), L’antro dei filosofi (2010), Il cane che parla (2011), Lo scandalo dell’osservatorio astronomico (2011) e Nebbia sul Naviglio e altri racconti gialli e neri.

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