Un caso di coscienza

Un caso di coscienza

Lingua originale: inglese
Traduzione di Elena Bernini
A cura di Roberto Birindelli

Vite americane scorrono verso lo stesso senso di perdita e sconfitta in questi cinque racconti, tutti scritti dopo lo shock della crisi del '29.

Dreiser, il caposcuola del naturalismo americano («baluardo e faro della letteratura del Novecento» lo definisce il critico Birindelli nel breve saggio che conclude questo volume), è più noto in Italia per il suo romanzo maggiore, Una tragedia americana del 1925; lo stesso anno in cui usciva il Grande Gatsby che, con il diverso senso della vita e della bellezza che aveva Fitzgerald, inscenava la stessa tragedia raccontata da Dreiser: l'infrangersi dei sogni dentro il grande paese che sembrava nato per realizzare i sogni. Vite americane scorrono verso lo stesso senso di perdita e sconfitta in questi cinque racconti, tutti scritti dopo lo shock della crisi del '29. Una sana ambizione vinta - «sana» nel senso caratteristico di individualistica e socialmente conformista - ne contrassegna ognuna: di volta in volta, la sete di successo economico, o il desiderio di un buon matrimonio, la vanità sociale di apparire devoti al comando della propria coscienza, la ricerca di fama e di pubblico. E ne apprendiamo il destino come da una viva voce che si apre in quelle confessioni a uno sconosciuto al bar. Un destino dal tipico andamento: l'ascesa, la realizzazione piena, e poi la caduta a seguito di un avvenimento capace di sconvolgere stili di vita consolidati, certezze incrollabili, status sociali dati per acquisiti. Come a rendere, nel ritmo del tempo narrativo, il senso del risveglio nel luogo grigio dove hanno condotto quegli stessi sogni.

Autore

Theodore Dreiser (Terre Haute, Indiana, 1871-Hollywood, 1945) iniziò da cronista in un giornale di Chicago, formando quella corteccia di stile e quel tipo di curiosità che ne hanno fatto l’autore che i critici considerano il miglior descrittore di città americane. Il suo primo romanzo fu scritto nel 1900, Nostra sorella Carrie, ma pubblicato solo nel 1912 perché considerato «immorale» dall’editore che ne aveva acquistato i diritti. Scrisse tra l’altro la trilogia del «desiderio»: Il finanziere (1912), Il titano (1914) e Lo stoico (1947); opere di carattere non letterario e servizi giornalistici, che hanno accompagnato una vita movimentata e controversa. Il romanzo Una tragedia americana (1925) ha esercitato un influsso duraturo e profondo.

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