Una notte terribile e confusa

Una notte terribile e confusa

Trieste 1947. La storia di quattro amici e dei loro destini raccontata da un intenso scambio di lettere d'amore, d'amicizia, d'attesa e d'ambizione. E sullo sfondo la sorte incerta della città e le atmosfere inquiete del tempo.

Quattro amici, appena usciti dal liceo e anelanti di fare il loro balzo nella vita, si scambiano per tre mesi intense lettere, d’amore e d’amicizia, d’attesa e di ambizioni. Soprattutto si raccontano, instancabilmente, col senso di importanza per le cose minute proprio di quell’età, e con l’illusione di definitivo di ogni attimo. Sono: Isa Leonora e Daniele, che scrivono all’amico Matteo costretto a un breve soggiorno in un’altra città. L’anno è il 1947. L’estrazione sociale, la colta borghesia umanistica allora assetata di sperimentare le avventure promesse dal tempo nuovo. Sullo sfondo la loro Trieste, il cui avvenire è ancora molto incerto per le vicende della guerra, se resterà italiana o no. Aleggia un’aura commovente di transitorio, di caduco, avvolgente l’esperienza sentimentale che, per contrasto, ai protagonisti sembra dilatabile indefinitamente. E invece una leggerezza, una svista, un passo imprudente chiarirà come destinata ad essere crudelmente breve quella stagione e con essa l’intera giovinezza. E dei quattro amici, solo un quinto, più distaccato e scettico, che compare nelle lettere ma non scrive, di quel carteggio e della vita che conteneva sarà per caso depositario del ricordo. E cercherà, mezzo secolo dopo, di decifrarne il significato e la logica, il posto nel tempo, traendo le lettere da una scatola da scarpe suggellata con una frase di Cocteau: «la memoria è una notte terribile e confusa». Tullio Kezich ha scritto un racconto malinconico e evocativo, ma alimentato da un soffio di freschezza. Rimanda idealmente a quella tradizione letteraria tutta triestina, che corre da Scipio Slataper a Quarantotti Gambini, di legare storie di ragazzi e atmosfere di vita cittadina al tema inquieto del tempo.

Autore

Tullio Kezich, critico cinematografico, biografo di Fellini e drammaturgo (la sua Trilogia triestina, ambientata negli anni '40 come questo romanzo, è in dialetto) in campo narrativo ha pubblicato L'uomo di sfiducia e, con questa casa editrice, Il campeggio di Duttogliano (2001) e Una notte terribile e confusa (2006).

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