Una vita da passatore. Conversazione con Catherine Portevin

Una vita da passatore. Conversazione con Catherine Portevin

Lingua originale: francese
Traduzione di Gabriella D'agostino, Ferdinando Fava, Alessandro Mancuso
Titolo originale: Devoirs et Délices. Une vie de passeur. Entretiens avec Catherine Portevin
A cura di Gabriella D'agostino
Prefazione di Catherine Portevin

Intellettuale francese unico e grande testimone della sua epoca: Todorov, una «memoria del secolo». Un’autobiografia fatta di ricordi e riflessioni che abbraccia il pensiero e la vita. E va oltre: cerca di comprendere l’articolarsi di un pensiero vissuto rispetto al mondo, alla storia e al suo tempo.

«Avevo condotto una vita da passatore in più di un modo – ricorda Tzvetan Todorov a un certo punto di questa autobiografia intellettuale –: dopo aver attraversato io stesso le frontiere, ho cercato di facilitarne il passaggio ad altri. Prima, frontiere tra paesi, lingue, culture; poi, tra ambiti di studio e disciplinari nel campo delle scienze umane. Ma anche frontiere tra il banale e l’essenziale, tra il quotidiano e il sublime, tra la vita materiale e la vita spirituale». È questo inquieto passare, che ignora l’acquiescenza della stasi, che probabilmente ne ha fatto uno dei grandi testimoni della sua epoca di per se stessa drammaticamente capace e delle più maestose narrazioni ideologiche e delle più rovinose distruzioni: Todorov, una «memoria del secolo». Più o meno tutti i crocevia che hanno segnato la strada ai nostri tempi, lo hanno visto presente con le sue opere e tutti i maîtres à penser, fin dai tempi del suo arrivo nella Parigi di Sartre di Roland Barthes e di Lacan dalla Bulgaria del socialismo reale, lo hanno avuto interlocutore nel dibattito delle scienze umane. Tanto che lui, osserva l’intervistatrice, dà «l’impressione di un uomo che ha vissuto più vite in una». Che cosa le tiene assieme, che cosa accomuna queste identità apparentemente plurali? Forse una attitudine al vagabondaggio intellettuale appreso negli anni vissuti in un sistema «pronto a immolare gli uomini in nome dell’umanità»: «preferisco occuparmi degli individui piuttosto che delle collettività, non mi fido delle grandi parole, cerco di sapere a che prezzo le paghiamo e quali realtà dissimulano». Forse l’idea di una cultura itinerario, perché «la conoscenza non è un fine in sé ma la via d’accesso a un po’ più di saggezza. Ho l’impressione di aver sempre ricercato la risposta a un’unica domanda: come vivere?». Perciò questa autobiografia, fatta di ricordi e riflessioni stanati dalle domande estemporanee dell’intervistatrice, non mira a sostituirsi alla biografia minuziosa né a riassumere un pensiero. Cerca di abbracciare il pensiero e la vita, di rievocare il dialogo continuo tra i due: cioè l’articolarsi di un pensiero vissuto rispetto al mondo, alla storia e al suo tempo.

2010

La nuova diagonale n. 85

488 pagine

EAN 9788838925177

Non disponibile

Autore

Tzvetan Todorov (Sofia, 1939), filosofo, linguista, critico, antropologo, storico, teorico della politica e della società, lasciò la Bulgaria, nel 1963, per studiare a Parigi nel pieno della rivoluzione strutturalista.

Suggerimenti

Chi ha consultato la pagina di questo libro ha guardato anche:

X

Suggerisci il libro ad un amico

Caro lettore, inserisci i tuoi dati e quelli di una persona alla quale desideri inviare questa segnalazione. Puoi inoltre aggiungere un messaggio per personalizzare la e-mail.

Leggi e accetta l'informativa sulla privacy

X

Inviaci la tua recensione

Caro lettore, se desideri puoi inviarci la tua recensione di questo libro e condividerla con altri lettori.
I contenuti inseriti in questa pagina saranno pubblicati sul sito nei prossimi giorni, previa valutazione dell'editore.

Massimo 1800 caratteri

Leggi e accetta l'informativa sulla privacy

X

Scrivi all’autore

Cari lettori, se volete scrivere ad uno dei nostri autori saremo lieti di inoltrare le vostre lettere.
Tuttavia, vi ricordiamo che non possiamo assicurarvi una risposta.

Leggi e accetta l'informativa sulla privacy