Vedute dello Stretto di Messina

Vedute dello Stretto di Messina

Con un saggio di Gioacchino Barbera

65 illustrazioni in bicromia, 34 tavole a colori fuori testo

«Scilla e Cariddi è il mito che nasce dal racconto che antichi naviganti preomerici facevano, stravolgendolo nel fantastico, nel favoloso, dei rischi tremendi che al passaggio dello Stretto, tra lo scoglio di Scilla e i gorghi di Cariddi, alle navi si presentavano. (...) I due mostri quindi è certo che sono qui, sullo stretto di mare che separa l'"isola dai tre angoli" dal resto del continente, dalla terra, dal mondo. (...) Una metafora diventa lo Stretto di quel che riserva la vita ad un uomo nato per caso in Sicilia: epifania crudele, periglioso sbandare nella procella del mare, nell'infernale natura; salvezza infine possibile, dopo molto travaglio, approdo a un'amara saggezza, a una disillusa intelligenza» Vincenzo Consolo.

Faro o Canale di Messina, Fretum siculum, Fretum nostrum, Bosforo di Sicilia… Comunque lo si vogli appellare, lo Stretto di Messina ha alimentato da sempre, a partire da Omero, miti, leggende, storie fantastiche e visionarie (Scilla e Cariddi, Colapesce, la Fata Morgana, eccetera) fin troppo noti per doverli raccontare ancora una volta. Dello Stretto, inoltre, sono stati indagati tutti gli aspetti possibili: si va dagli studi più specificamente storici, geografici, sismologici, merceologici, alle ricerche sulle attività caratteristiche, quale esempio la pesca del pesce spada, fino ai contributi scientifici sulla fauna marina e sul gioco incessante delle correnti. Ma stranamente non disponevamo a tutt'oggi, di un repertorio iconografico che documentasse attraverso i secoli l'immagine visiva di un luogo così affascinante e quasi incantato, sospeso tra realtà e mito. 

Autore

Vincenzo Consolo (1933-2012) scrittore italiano, è autore de La ferita dell'aprile (1963 e 1977), Il sorriso dell'ignoto marinaio (1976); Lunaria (1985). Per Sellerio ha pubblicato La pesca del tonno in Sicilia (1986), il romanzo Retablo (1987) Premio Grinzane Cavour (1988), Vedute dello stretto di Messina (1993) e (con Giuseppe Voza e Salvatore Russo) La terra di Archimede (2001); oltre a numerosissime introduzioni, prefazioni e note critiche. Nel 2013 è uscito postumo Esercizi di cronaca.

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