Il vicolo blu

Il vicolo blu

Tradotto in: Francia Editions du Seuil

Il cosmo magico di una civiltà contadina negli occhi di cinque bambini che non ci sono più, e ci sono per sempre. A cinquant'anni da Il Sarto della stradalunga, Bonaviri ritorna nel mondo perduto delle sue contrade.

«Volevo recuperare i turbamenti, gli equilibri e gli squilibri di una civiltà di contadini. I quali vivevano la ricchezza d'una esistenza in cui vedevano delle deità liberatrici dovunque: nel vento, nella pioggia, nel gemmare dei mandorli, nei cieli stellati» disse, molti anni fa, Bonaviri del suo capolavoro d'esordio, Il sarto della stradalunga, del 1954: il sarto era suo padre, e il romanzo raccontava di fabbri, vasai, di artigiani e contadini e la loro panteistica fusione con la materia animata che li sostentava. E con la sua prosa visionaria, il romanzo si discostava dal solco dominante del neorealismo. Come un circolo che si completa, quando il suo passato è già quasi tutto scomparso dal ricordo diretto di qualcuno, Bonaviri ritorna con un fiato di intensità rimodulato dal tempo, sui luoghi e suoi quadri de Il Sarto della stradalunga: al suo mondo paesano. Se «la vita è una grande nuvola di nebbia», se c'è un nulla che inghiotte e che stringe dappertutto - ed è così certo per la memoria - l'unico balsamo è quello di strapparle, vita e memorie, al tempo: proiettarle in una meno violabile dimensione, qual è il mondo magico e materialistico di Bonaviri. Dove la magia dei bambini protagonisti - lui, i suoi fratelli e sorelle - va d'accordo col naturalismo ciclico e immortale dei loro adulti contadini, capaci ancora di comporre una laude per violino sul morire dei capretti che sgozzano, e dei papaveri recisi sul solco dei campi arati. E si può citare per questo mondo quel che un grande antropologo diceva delle culture antiche, che a differenza delle moderne la loro dimensione non è la storia ma il cosmo. Ed è lo stesso per i figli del sarto della stradalunga, che vissero nel vicolo blu: abitano il cosmo.

Autore

Giuseppe Bonaviri, nato nel 1924 a Mineo, in provincia di Catania, è scomparso nel 2009. Primo di cinque figli di un sarto, Bonaviri ha vissuto per anni a Frosinone dove ha esercitato la professione di medico. Fra le sue opere più note, tutte ora pubblicate da questa casa editrice: L’incominciamento (1983), Il dottor Bilob (1994), Il vicolo blu (2003), L’incredibile storia di un cranio (2006), Il sarto della stradalunga (2006), La divina foresta (2008) e Notti sull’altura (2009).

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