Zolfare di Sicilia

Zolfare di Sicilia

Nota di Girolamo Garofalo

Saggi di Giuseppe Barone e Mario Cassetti

150 illustrazioni in bicromia, 11 illustrazioni a colori fuori testo, 14 tavole a colori fuori testo

Un deserto senza echi e senza resti, esiliato, corroso, (…) dove volano i corvi e il silenzio è vasto, ferrigno, gli anfratti nascondono serpenti, diabolici uccelli notturni, esseri che strisciano e volano furtivamente. Sono gli altipiani del centro della Sicilia, sotto Enna, lontani da Catania e da Palermo, il cuore della Sicilia, un cuore duro e riarso, percorso da venti e dall'odor di zolfo che entra nella gola (Dal testo di Sebastiano Addamo).

La zolfara non esiste più. Ci sono ormai plaghe, rimanenze ischeletriche dove batte il vento. Plaghe dove sono disseminati ferri contorti e arruginiti, rottami e scorie di tutti i tipi, binari divelti, contenitori sventrati, carcasse inutili e turpi di quanto un tempo fu vita, attività e anche strazio. Una sorta di triste desolazione all'intorno dove non cresce un albero, l'erba è rada e stenta, cespugliosa, impolverata e di color grigio, la terra rossiccia di "ginisi" e sembra, nel vasto e rigido silenzio che domina, che nemmeno insetti possano riuscire a viverci. La zolfara non esiste più. Rimangono echi, come segnali su piste abbandonate, a renderci conto di quello che la zolfara (o solfatara, come una volta veniva denominata) è stata nelle sue molteplici valenze antropologiche, sociali, psicologiche: e quello che essa comportò di infelicità, di umiliazione, e pure di intraprese, di avventura umana, di esodi spavaldi e disperati, di bassezze e di coraggio, di prepotenze e di arroganze, di ricchezze rapide, di crisi, di abominevoli sfruttamenti. Insomma quanto Leonardo Sciascia, nel presupposto della mutazione che le estrazioni dello zolfo produsse in Sicilia (sia pure e soltanto nella "Sicilia interna"), annota che «nel mutato paesaggio si sarebbe iscritta una nuova, più atroce e nel tempo stesso più libera condizione umana».

Autore

Sebastiano Addamo (1925 - 2000), scrittore e poeta, è stato preside del liceo "Gorgia da Lentini" di Siracusa. Ha pubblicato: Violetta (Milano, 1963), Il giudizio della sera (Milano, 1974), Un uomo fidato (Milano, 1978), Palinsesti borghesi (Milano, 1987), le raccolte di poesia La metafora dietro a noi (Milano, 1980) e Il giro della vite (Milano, 1983) e due volumi di interventi critici: Vittorini e la narrativa siciliana contemporanea (Caltanissetta, 1962), I chierici traditi (Catania, 1978). Per questa casa editrice, Le abitudini e l'assenza (1982), Oltre le figure (1989), Non si fa mai giorno (1995). A Catania viene assegnato un premio letterario internazionale a lui intitolato

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