Zoo o lettere non d’amore

Zoo o lettere non d’amore

Lingua originale: russo
Titolo originale: Zoo ili pis'ma ne o ljubvi
A cura di Maria Zalambani
Nota di Aleksandr Galuškin E Vladimir Nechotin

Berlino 1923. Una donna vieta a un uomo innamorato di scriverle d'amore, Lui allora le scrive lettere non d'amore. L'umorismo e l'invenzione di un protagonista delle avanguardie novecentesche.

Berlino 1923. Una donna rivolge a un uomo innamorato il rimprovero più doloroso: «Il tuo amore è grande ma non è gioioso» e gli vieta di scriverle d'amore. L'uomo allora comincia a scriverle: lettere non d'amore. Questa finzione è il nucleo di Zoo, romanzo in lettere del fondatore del formalismo russo. Da essa si sviluppa un ininterrotto divagare e vagheggiare intorno a un esilio berlinese - un serraglio di giovani e meno giovani che non sopportano la lontananza dalla patria russa, una comunità riunita in un quartiere a ridosso della città tedesca; da queste due circostanze il titolo: ritratti di artisti, scene di vita, incontri, cose viste e lette, pagine di critica e teoria della letteratura, giornate perse; un parlar d'altro fitto di riferimenti e citazioni nascoste, in uno stile ironico e trepidante, dapprima vago, poi sempre più preciso, per rendersi conto che quell'amore di cui non si deve dire, resta, parlando non d'amore, come un vuoto in mezzo, i cui contorni sono ritagliati dalle cose non dette intorno ad esso con una precisazione più bruciante di un racconto diretto. E ci si aspetta che Alja, la donna, entri da un momento all'altro dalla porta, irrompa nella stanza a squarciare in un lieto fine il mistero indicibile dell'amore. Come una seconda finzione nella finzione: un racconto d'amore celato nella ingiunzione di non parlarne.

2002

La memoria n. 534

188 pagine

EAN 9788838917639

Non disponibile

Autore

Viktor Borisovič Šklovskij (1893-1984), nato a Pietroburgo da padre ebreo e madre di origine tedesca è, sin dalla sua giovinezza, una delle figure più significative della vita culturale russa. Membro dell'Opojaz (Società per lo studio della lingua poetica), amico e collega di Roman Jakobson e padre della scuola formalista, l'autore nel 1925 pubblica la prima edizione della sua famosissima Teoria della prosa. Critico, teorico della letteratura e sceneggiatore cinematografico, Šklovskij è anche uno scrittore arguto e originalissimo che rivela la sua vena letteraria in opere prevalentemente autobiografiche come Viaggio sentimentale (Berlino, 1923), Zoo o lettere non d'amore (Berlino, 1923), Terza fabbrica (Mosca, 1926) e Il punteggio di Amburgo (Leningrado, 1928). Negli anni più oscuri dell'epoca sovietica Šklovskij ritorna ai classici, lavora per il cinema e, perennemente tormentato dai problemi della struttura del romanzo, riscrive la Teoria della prosa che pubblica in una nuova edizione un anno prima della morte (Mosca, 1983). Muore a Mosca nel 1984, lasciando un patrimonio ricchissimo di opere teoriche e critiche che hanno posto le basi per la nascita dello strutturalismo. Zoo o lettere non d'amore viene proposto per la prima volta in Italia nella traduzione dell'edizione originale berlinese del 1923.

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