Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1782)

Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1782)

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  • 05/03/2007 - 20:43 Giuseppe Nativo

    Dossier Inquisizione: tra persecuzione e stregoneria

    L?ulteriore opera della professoressa Maria Sofia Messana (?Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna. 1500-1782?, Sellerio, 2007, pp. 656), docente presso l?Università degli Studi di Palermo nonché valente studiosa, con maturata esperienza di ricerca presso istituzioni culturali italiane e straniere, che si è occupata delle diverse problematiche relative alla presenza dell?Inquisizione in Sicilia e ai suoi riflessi sulla storia sociale dell?isola, muove da un approccio abbastanza originale: la repressione della magia nell?Isola. Tale tematica, che tocca un aspetto finora poco indagato, rappresenta parte integrante della presenza pervasiva e dominante dell?intera macchina inquisitoriale. La discettazione, puntuale e rigorosamente supportata da una cospicua bibliografia di cui l?Autrice mostra una solida conoscenza, riguardante la struttura del Santo Tribunale offre l?immagine di una istituzione estremamente dinamica nel tempo osservata con gli occhi dello storico seguendo e tratteggiando gli sviluppi successivi e continui. L?Inquisizione costituisce il braccio armato della Chiesa contro tutte le forme di devianza e tutto quell?insieme di atteggiamenti e pensieri ritenuti difformi dalla ortodossia cattolica. Nel tentativo di eliminazione del dissenso e di creazione di una uniformità dei costumi, il Tribunale produce atti processuali, carteggi e documenti dai quali risaltano le sofferenze patite dagli inquisiti ed emergono le ambizioni degli inquisitori. Ma è da quei documenti che bisogna partire. E? dalle testimonianze cartacee che si avvia l?analisi proposta, con scrittura chiara ed appassionante, da Maria Sofia Messana. Nonostante la distruzione dell?archivio palermitano si è a conoscenza dei reati contro cui si esercita l?attività del Santo Tribunale per il tramite delle sentenze pronunciate nei suoi tre secoli di vita e della corrispondenza tra il tribunale panormitano e l?Organo centrale madrileno (?Consejo de la Suprema y General Inquisicion?), conservati presso l?Archivo Historico Nacional di Madrid. E? attraverso quella documentazione che è possibile entrare in contatto con il passato. L?Autrice, avendo raccolto e studiato 6.393 processi, offre nel suo libro importanti e rilevanti elementi di conoscenza del processo di formazione della prassi inquisitoriale che rivolge il suo occhio vigile anche verso i delitti di sortilegio e stregoneria. L?attività persecutoria è indirizzata verso la ?clandestinità delle pratiche mediche di guaritori e guaritrici, che cercano il contatto con il sovrannaturale per la cura delle malattie? adoperando forme di ?esorcismo, riservato dalla Chiesa a sacerdoti abilitati a farlo?. E? su questi reati che l?Autrice si sofferma facendo notare come la magia in Sicilia si sviluppa in quanto ricerca di contatto con il preternaturale, l?occulto, di cui gli auto da fè (solenni cerimonie in cui sono lette le condanne dei singoli imputati e somministrato il tormento, l?assoluzione o la condanna) rimandano ?un profilo dell?eretico, del rinnegato, della strega, dell?adultero, come lo vede l?inquisitore, come l?individua il delatore o come lo rappresenta la popolazione?. Un itinerario, dunque, nell?universo inquisitoriale in cui il ?vero protagonista è la popolazione siciliana con le sue convinzioni religiose e magiche, con il suo attaccamento alle tradizioni del più lontano passato, sentite come radici insostituibili?. Un viaggio nel magico della Sicilia che inizia nel XVI secolo, periodo ?cerniera? tra medioevo e moderno. Giuseppe Nativo

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