Il falsario di Caltagirone

Il falsario di Caltagirone

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  • 25/11/2007 - 16:44 Giuseppe Nativo

    Quel curioso caso di Paolo Ciulla, "chiddu ri sordi darsi"

    Qual è quel sottile confine che separa la realtà dalla fantasia, la verità dalla menzogna, la storia dall?invenzione narrativa? E? la ?grande? storia che si legge sui libri ad essere credibile o l?insieme delle micro-storie, piccoli tasselli nel grande mosaico della vita, a rendere più umane le vicende stratificate nel tempo? E ancora: quale voce, pensiero e comportamento può avere avuto un personaggio che è vissuto a cavallo tra l?800 ed il ?900? La ricerca della verità, talora adombrata dall?oblio del tempo o dagli scarni supporti documentali, è molto spesso sommessa e faticosa. Ricostruire una biografia, sviscerarla, seguirne il tracciato nel tempo e nello spazio significa rievocarne l?intima essenza, con il rigore dello storico ed il fervore narrativo del romanziere. A tali esigenze ha cercato di rispondere la scrittrice Maria Attanasio con il suo recente romanzo, ?Il falsario di Caltagirone. Notizie e ragguagli sul curioso caso di Paolo Ciulla? (Sellerio Editore, Palermo, 2007, pp. 201). Maria Attanasio, nasce a Caltagirone dove svolge l?attività di insegnante e dirigente scolastico. Inizia a pubblicare nel 1979 con ?Interni? (pubblicato nell?antologia dei ?Quaderni della Fenice?). La silloge ?Nero barocco nero? (1985) segna il suo debutto nel campo della poesia. Seguono ?Eros e mente? (1996) e ?Amnesia del movimento delle nuvole? (2003). Redattrice della rivista ?Tabella di marcia?, ha collaborato a diversi periodici (?Cobold?, ?Nuovi Argomenti?, quotidiano ?La Sicilia?). La prima prova nel settore della scrittura narrativa arriva nel 1994, quando pubblica per la Sellerio ?Correva l?anno 1698 e nella città avvenne il fatto memorabile?. Nel 1997 pubblica ?Piccole cronache di un secolo?, un libro di racconti, ambientati nel XVIII secolo, scritto insieme al conterraneo Domenico Amoroso. Nel 1999 è la volta del bellissimo ?Di Concetta e le sue donne?, con cui dà vita al personaggio di una donna (Concetta) immersa in un frammento di storia civile e politica della Sicilia di un tempo. Con ?Il falsario di Calagirone? l?Autrice cerca di gettare luce su uno dei tasselli di memoria popolare del calatino: il ?curioso caso?, ancora vivo nell?immaginario collettivo delle vecchie generazioni, di Paolo Ciulla che nasce a Caltagirone nel 1867 e finisce i suoi travagliati giorni nel 1931 nell?Albergo dei Poveri Invalidi, ?passando per la rivoluzione, l?arte, il manicomio e la galera?. Il personaggio di Ciulla si rivela coma una sorta di Robin Hood, un leggendario amico dei poveri che pone al servizio del popolino la sua arte di pittore, la sua perizia di fotografo, il suo impegno sociale a difesa degli oppressi. ?Chiddu ri sordi farsi? è l?epiteto che si è guadagnato nel corso della sua tormentata vicenda umana in giro per l?Italia, poi a Parigi, Buenos Aires e, infine, l?amaro ritorno nella sua città natale. L?Attanasio racconta Ciulla e questi racconta se stesso. Racconta gli anni sofferti di fine ?800 che lambiscono i primi decenni del nuovo secolo, il Novecento, caratterizzati da fermenti politici. E? una Sicilia attraversata da nuove energie e idee. Ciulla è pittore finissimo in lotta con la forma (?la paralizzante bellezza della forma, in cui restava inevitabilmente prigioniero?), la sua omosessualità (vissuta con ?esaltazione e vergogna? e usata come arma dai suoi detrattori per denigrarlo), il suo fervore politico, il circolo operaio, i compagni caduti nella lotta contro il regime. Deluso dalla sua esperienza e ansioso di un riscatto decide di mettere a frutto la sua perizia nel mescolare i colori divenendo uno dei maggiori falsari della storia distribuendo, tra la primavera del 1920 e l?autunno del 1922, ?una pioggia di benefiche e anonime banconote da 500 lire? nelle case di molti bisognosi? nessuno ebbe mai il sospetto che fossero false?. ?C?è un mistero umano dietro Paolo Ciulla?, ricco di talento ma povero falsificatore, condannato dal tribunale, acclamato dalle folle come l?˝uomo dalle mani d?oro˝ ed apprezzato dagli esperti per avere sfornato banconote ?quasi indistinguibili? da quelle vere e ?più perfette e meglio incise di quelle della zecca?. Giuseppe Nativo

2007

La memoria n. 708

224 pagine

EAN 9788838921841

Formato e-book: epub

Protezione e-book: acs4

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