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Ben Pastor

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Chiunque ami il poliziesco europeo non può non avere nel cuore la serie del commissario Martin Beck, scaturita dalla penna di Maj Sjöwall e Per Wahlöö. Di tutti i romanzi che compongono la saga, L’uomo sul tetto è forse il più esemplare e dolente; una storia – quella della vendetta nei confronti di un poliziotto brutale ma perfettamente integrato nel sistema – narrata con ritmo asciutto e pacato, che pure si carica, pagina dopo pagina, di un’intensità e di una amarezza che lasciano il segno. E se nell’algida società svedese «tutto è a posto e niente è in ordine», un romanzo come L’uomo sul tetto ribadisce la capacità del genere poliziesco, purché d’autore, di mettere a fuoco i contorni nazistoidi della modernità, smascherando tutte le ipocrisie e le efferatezze che spesso, troppo spesso, si nascondono dietro la patina «civile» del capitalismo avanzato e del suo agit-prop più subdolo, la correttezza politica.

Ben Pastor

Ben Pastor, nata a Roma, docente di scienze sociali nelle università americane, ha scritto narrativa di generi diversi con particolare impegno nel poliziesco storico. Della serie di Martin Bora Sellerio ha già pubblicato Il Signore delle cento ossa (2011), Lumen (2012), Il cielo di stagno (2013), Luna bugiarda (2013), La strada per Itaca (2014), Kaputt Mundi (2015), I piccoli fuochi (2016) e Il morto in piazza (2017).

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